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Siamo tutti assillati dalla crisi e lo stress da depressione economica finisce per tradursi, per tutti, nel rischio della depressione vera. Se viaggiare è una “medicina” anti-crisi e anti-stress, e se viaggiare in Toscana può aprire le porte a scoperte e sorprese anche al di là dei circuiti canonici, visitare una mostra come quella di Giuliamo Ghelli, che si tiene nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio a Firenze fino al 22 aprile, (e alla galleria Mirabili in Lungarno Guicciardini) può rappresentare un’ulteriore iniezione di energia positiva. L’esposizione, intitolata “Le porte della fantasia”, è tutto un ribollire di forti cromatismi, di simboli e metafore, che stimolano e rasserenano. Colori intensi e grafica accattivante, come nello splendido “Porta delle memorie fertili”, o ne “La pioggia di racconti”, a ancora in “Scenografia fertile”.
Ogni dipinto di Ghelli è una porta che si apre, un universo che si schiude e introduce alla prospettiva della fantasia, del viaggio onirico. “La porta dei sogni leonardeschi”, sembra una giostra di cavalli da fiaba, ma in ogni opera esposta a Palazzo Vecchio, oltrepassare le porte che Giuliano Ghelli ci offre, significa entrare in un mondo nuovo. Un paese perfetto, denso di sensazioni di speranza, dove la memoria ci conduce in un viaggio a ritroso, per incontrare i nostri pensieri positivi, ritrovandoli  intatti, custoditi nella parte parte infatile di noi, che non si arrende.