tordelli
Chi l’ha detto che in Versilia si spende tanto per mangiare?
Certo,  sul lungomare ci sono posti da sogno, ristoranti sulla spiaggia, tende bianche sotto le quali sorseggiare pregiatissimi vini e pesce freschissimo. Luoghi dove c’è da prenotare quasi una settimana prima per trovare posto e dove i conti arrivano alle stelle.
Ma c’è anche un’entroterra ricchissimo di alternative, dove ci sono sagre diverse ogni sera, dove si balla, si mangia tantissimo e bene e quasi non ci si crede quando arriva il conto.
Ne segnalo qualcuna: a Farnocchia, piccola sezione nel comune di Stazzema, nell’alta Versilia, c’è la sagra del tordello, tipica pasta fatta a mano ripiena di carne e riempita con il ragù, da accompagnare assolutamente, così dicono, allo stinco, un’altra prelibatezza del luogo. Oltre a queste due specialità ci sono anche altri piatti- per mia fortuna! Da provare, ad esempio, anche i dolci: la torta di mele e soprattutto la crostata di more.

A Podenzana, invece, c’è la sagra del panigaccio: ha forma rotondeggiante, con diametro di circa 15 centimetri e colore biancastro. Ha un profumo fragrante, simile a quello del pane.
Si prepara amalgamando la farina di grano con sale e acqua, fino a ottenere un impasto denso, che viene quindi messo in testi di terracotta, impilati gli uni sugli altri e fatti arroventere.
Si consuma ancora caldo, accompagnato da salumi e formaggi, pesto, sugo di funghi, marmellata, nutella o condito con olio extravergine di oliva e formaggio grattugiato.
In quasi tutti i posti dove lo fanno, sagra o anche ristoranti della zona, ne portano a volontà al tavolo, finchè lo si chiede.

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Alla fine la spesa è veramente ridotta e il gusto più che soddisfatto.
Una terra da amare, una Versilia tutta da scoprire.

ANDATECI!