di Camilla Silei
Scopro per caso un delizioso paese che si trova sul Monte di Antona, alle spalle della città di Massa: Antona. Un piccolo borgo che conta 300 abitanti, molto caratteristico, pieno di strade strette e scale, angoli pittoreschi, come fosse un labirinto.
Il suggestivo borgo ospita nei mesi estivi la mostra “Com’eravamo. Antichi usi e costumi degli Antonesi”: a fare da preziosissima cornice ai numerossisimi pezzi esposti, gli storici locali della Casa dei Piccianti nel cuore del paese.
Ma il paese fa festa anche a metà Agosto per celebrare la propria specialità gastronomica: le frittelle del Neccio.
Mentre ci si avvicina alla piazza principale, si viene guidati da voci e musica che ci conducono nel cuore del paese dove, oltre ai tavoli e al bancone non si può non notare un’ernome bacinella piena di olio per friggere. Sarà perlomeno 3 metri di diametro.
Lì dietro, le vecchie signore preparano l’impasto del goloso dolce che poi viene fritto nella grande padella.
Ecco la ricetta: si preparano frullando latte tiepido, un pò di rhum, alcune foglie di rosmarino, scorza d’arancia, zucchero e sale. Il liquido ottenuto viene utilizzato per l’impasto, fino ad ottenere una pastella abbastanza consistente; questa viene passata e fritta nell’olio caldissimo e poi lasciata riposare su della carta per far assorbire l’olio in eccesso. Dulcis in fundo: le frittelle vengono riempite e servite con ricotta di pecora e spolverate con lo zucchero.
Una vera botta calorica, senza dubbio! Ma per digerire, e sentirsi meno in colpa, si può sempre fare quattro salti in pista, dato che per questi pochi giorni il paese è in festa e la sera si tira tardi.






![Le fritelle del neccio - [Photo Credits: fugzu http://bit.ly/VTmX43]](http://www.turismo.intoscana.it/allthingstuscany/diari-di-viaggio/files/2009/08/necci2.jpg)




![La cupola del Duomo di Firenze - [Photo Credits: IzuenGordelekua http://ow.ly/lV97c]](http://www.turismo.intoscana.it/allthingstuscany/diari-di-viaggio/files/2013/06/cupola-150x100.jpg)

![Gelato - [Photo Credits: Paolaplease http://bit.ly/VUHsfW]](http://www.turismo.intoscana.it/allthingstuscany/diari-di-viaggio/files/2009/05/gelato1.jpg)




Come non seguire ormai i consigli di questa veterana delle sagre paesane??! Complimenti per la descrizione.. mi pento quasi di non averle assaggiate!!
Sono Donatella, nativa di Antona
e con sorpresa e grande piacere leggo il tuo articolo! Dalla farina di castagna di Neccio nascono delle vere delizie paesane avvolte da quell’atmosfera inebriante dei paesini Toscani lontani, ancora, dai rumori e dalle abitudini frettolose cittadine.
Spero tu possa assaggiare, in un altro tuo viaggio, la torta di castagnaccio di Neccio d’Antona come la torta di riso salata in foglie di castagna, un vero rito nel periodo di novembre quando tutte le mamme e le care nonne si accompagnano in massa al forno del paese, con enormi teglie appoggiate in testa, adagiate su un turbante di stoffa colorato.
Le teglie, dal contenuto carico di pastella salata di riso,pepe e uova, adagiate su un letto di foglie secche di castagno, lasciano la scia profumata tra le stradine fin dalle prime ore del mattino, un profumo che cresce ed esce dal forno contenente decine e decine di teglie di tutte le paesane, che a turno, durante la giornata, si affrettano a ritirarle per sporzionarle la sera insieme ad un buon “fragolino”.
La “Tenerina”, quella polenta, sempre di farina di Neccio, preparata e lasciata raffreddare la sera in un piatto fondo con un panno e consumata con latte fresco di mucca o capra è la colazione dei grandi e dei piccini.
Conservo queste ricette e tradizioni perchè felice di poterle descrivere e farle conoscere!