A Pisa c’é un grande murale di Keith Haring creato insieme ai cittadini di Pisa, che verrà festeggiato il 16 Febbraio 2010 ai 20 anni della morte dell’artista. (La festa sotto il murale si terrà dalle 18-22, vedi www.pisaunicaterra.it)
Il social media team ha chiesto ad un loro amico, Alessio Sbrana, di raccontare la sua partecipazione nel progetto:
Rimangono un po’ tutti sorpresi quando vengono a sapere che ho un diploma d’arte; prima di diventare un consulente di web marketing ero un mezzo artista, sì: capelli lunghi, un po’ trasandato e voglia di creatitvità.
Nel 1989, mio ultimo anno da liceale, ho avuto la fortuna di incappare in un personaggio che ora è una leggenda dell’arte moderna ma che a quei tempi… era una leggenda dell’arte contemporanea: Keith Haring, che dopo un anno morirà giovanissimo, sconfitto dall’AIDS.
Se quello che voleva era, come si legge in giro, fare arte per cercare di trasformare il mondo attraverso l’influenza positiva che può avere sugli uomini, sono certo che sui “neo-uomini” dell’Istituto d’Arte di Pisa che hanno avuto la fortuna di partecipare alla realizzazione del murales “Tuttomondo” sulla parete del convento di Piazza S.Antonio a Pisa, è riuscito a lasciare una traccia molto forte: un solco che è difficile non sentire ogni volta che, per un motivo o per l’altro, mi ritrovo a passeggiare in centro a Pisa e, a distanza di oltre 20 anni, riesco a trovare una scusa per passare lì davanti e buttare uno sguardo (anzi “un’occhiata”, come si dice a Pisa) sull’angolino di murales sul quale ho messo mano.
Ancora mi domando per quale motivo questa opera, forse l’unica “durevole” concepita da Keith Haring, non sia inclusa nei tipici tour che vengono propinati ai turisti che visitano la città di Pisa. Quello che è certo è che Keith Haring nel 1989, in seguito ad un casuale incontro con uno studente pisano, ha deciso di coinvolgere dei ragazzini di un istituto d’arte nella realizzazione di un’opera fortemente rappresentativo di un mondo ideale: ad un occhio poco attento potrà sembrare “solo” un murales colorato, ma se ci si sofferma un po’ ad osservare il meandro delle figure che vi sono dipinte non sarà difficile ritrovarci il Male sconfitto, la Natura, la Nascita…
Chissà se Keith avrebbe voluto quel plexiglass a proteggere la sua opera, o se invece 20 anni fa l’ha concepita come una sorta di “non finito contemporaneo” sul quale, dopo una settimana di lavori, anche gli artisti urbani locali avrebbero potuto dire la loro, aggiungendovi un po’ della loro creatività.
Keith il “mio mondo” è riuscito sicuramente a migliorarlo: durante quell’occhiata al murales, forse anche per la suggestione che riesce a trasmettermi pensando che si tratta della sua ultima opera, anche se per quei pochi secondi che occorrono per attraversare quella piazza un po’ defilata ma al contempo nel cuore di Pisa, mi tornano in mente solo pensieri positivi. Magia di Keith.
Alessio Sbrana
www.sbrana.com
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UPDATE: dopo l’evento ci sono delle foto su flickr e un video qui


4 comments
Lorenzo says:
Feb 3, 2010
Grande Keith.
però anche grande Ale.
Antonello says:
Feb 5, 2010
Una delle cose più belle di Pisa
…complimenti Alessio.
un exstudente terrone(!) che tutti i giorni ci passava in bici.
comùnicaTI says:
Feb 8, 2010
Vero, grande Ale! Credo che sia un’esperienza vissuta da pochi fortunati. Confido in un bell’evento, speriamo che Pisa faccia onore a Keith Haring!
Celestina Orlander says:
Jan 23, 2011
There is obviously a lot to realize about this. I suppose you made certain nice points in features also.