Torna negli ultimi tre fine settimana di marzo (12 e 13, 19 e 20, 26 e 27) la ventiduesima edizione di una manifestazione che ha per protagonista uno dei fiori più belli del mondo: la camelia.

II genus Camellia conta oltre 250 specie di tipo spontaneo ma anche diverse migliaia di varietà coltivate (cultivar), appartenenti alle specie di maggiore valore ornamentale. Di queste, la Camellia japonica è di gran lunga la più conosciuta, tanto da meritars,i per molti appassionati, lo status di camelia per antonomasia.
La gamma delle specie spontanee è comunque molto ampia e include specie a fiore giallo, a fiore piccolo e a fioritura profusa, a fiore grandissimo bianco o rosa e altre ancora. Molte di queste specie, trovano nel Compitese le condizioni ideali o comunque necessarie per essere coltivate.

Per area del Compitese si intende un territorio, a sud di Capannori, che comprende alcune frazioni (S. Ginese, Castelvecchio, Colle, Pieve, S. Andrea ecc.) con storia, paesaggio, tradizioni comuni. Il termine “Compito” lo si ritrova documentato per la prima volta nell’ 847: forse dal latino “compitum”, che significa “crocicchio”, o, più probabilmente, da un nome personale longobardo (Gumbizo, ad esempio); i longobardi avrebbero lasciata altre tracce nella toponomastica, come nel caso del rio “Visona” (Wizza=punizione per chi entra in boschi padronali), che in qualche modo poteva indicare una “bandita di caccia”, un limite da non superare.

Eccoci dunque nella antica “comunità di Compito”, che comprende i due paesi di S. Andrea e Pieve: l’uno adagiato sul costone del monte Gallico, l’altro dislocato lungo la strada di fondovalle. Tutt’intorno, monti e colli ricoperti di olivi, pinete e castagni, boschi nei quali non è raro trovare ancora le tracce di attività ancora presenti fino a mezzo secolo fa, come il carbonaio, il raccoglitore di resina o il ‘fabbricante di ghiaccio’; un sottobosco ricco di essenze vegetali preziose, terrazzamenti secolari, vecchie case in pietra locale e tipici muri “a secco” a lato della strada, qualche palazzotto o villa di campagna impreziosita da splendidi esemplari di antiche camelie, una solida, antichissima torre di segnalazione; e poi la Chiesa, alta e possente, qua e là le “marginette” (immagini simbolo di una fede semplice e antica), le fonti (Capodivico, S. Piero, Lagostina…) e, in fondo, le chiare fresche e dolci acque del rio “La Visona” che hanno per secoli regalato la loro energia a numerosissimi frantoi e mulini oggi quasi scomparsi… Rimangono due frantoi attivi (Frantoio Sociale del Compitese e Frantoio sociale La Visona) nei quali è possibile gustare l’inimitabile olio del Compitese.

Potrete far visita al Camellietum del Compitese, un giardino, ampio circa 1.000 metri quadrati e contenente oltre 500 varietà di cultiuvar che contiene alcuni rari esemplari ed è mantanuto secondo criteri scientifici. Questi aspetti ne fanno un candidato per l’inclusione nei “Garden of excellence” (Giardini di eccellenza), marchio di qualità rilasciato dall’International Cammelia Society.
Come ogni anno, i borghi di S. Andrea e Pieve di Compito saranno animati da spettacoli e musica itinerante, laboratori artistici e mostre varie. Non mancheranno nemmeno gli stand dei venditori del settore e di artigiani. Gli amanti del tè potranno assistere alla “cerimonia del tè” giapponese della Japan tea exporter’s association, così come quelli dei piatti tipici potranno prendere parte alle degustazioni dello Slow food, condotta compitese e orti lucchesi.


Per informazioni:

http://www.camelielucchesia.it/