Quando le prime chiarine si sono fatte sentire, mi sono lasciata andare, abbandonandomi alla bella tradizione pisana che mi ha “trasportato” nel Medioevo.
Gli stupendi costumi storici con più di 700 figuranti che hanno prestato i loro volti alla ricostruzione di una storia, i bellissimi lungarni ornati di cittadini appassionati sulle tribune e la bellezza dello spettacolo mi hanno rapita.
Tutto in quel momento ha evocato gioia. La notte è arrivata portando con sé il momento più atteso della giornata: la preparazione delle squadre che avrebbero poi combattuto per il Ponte. Uomini possenti, titani moderni pronti ad esercitare tutta la loro forza nel raggiungimento della vittoria.
Gli spettatori hanno esultato, urlato, incitato. Io – che assistevo all’evento dalla parte di Mezzogiorno – così, un po’ per caso, sono diventata una loro “sostenitrice”. Quando mi sono resa conto della situazione in cui ero immersa, ero ormai già lì, appassionata anch’io, pronta a pregare per loro, a spingere con i pensieri il “carrello” in direzione opposta, dalla parte di Tramontana.
E alla fine ha vinto il Mezzogiorno! Le tribune e tutta la gente fuori sono esplosi in urli, applausi, festeggiamenti tra i flash delle foto, i fuochi d’artificio e i coriandoli.
Improvvisamente, mi sono trovata anch’io a gioire con loro, fiera di questa inaspettata vittoria. Una scelta decisamente parziale a cui gli eventi mi hanno portata senza potermi sottrarre. Da ora in poi sosterrò sempre e comunque Mezzogiorno!
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