Il Trescone, il cui termine deriva da un vocabolo tedesco riferito alla trebbiatura (dall’antico germanico "thriskan", battere, oggi "dresken", trebbiare), era diffuso in tutto il Nord Italia e aveva un’origine antichissima: il Trescone ha delle caratteristiche molto particolare rispetto agli altri balli contadini perché è portatore di un’esplicita simbologia sessuale, in cui si mimano amplessi e audaci avances. Per questo motivo non poteva essere eseguito in tutte le occasioni e si praticava solo durante le befanate, i carnevali, le feste private, le veglie, ecc.: occorreva un certo grado confidenza tra i partecipanti, in quanto i riferimenti seppur scherzosi al sesso potevano offendere ed irritare qualcuno che non si fosse prestato al gioco. In alcune versioni il Trescone vede la donna volteggiare al centro di un cerchio formato da altre persone che battono le mani, mentre l’uomo le si fa attorno cercando di sollevarle le vesti. L’area di diffusione di questo ballo è quella toscana, emiliana e umbra, anche se in Sicilia, in Corsica e Provenza ci sono tracce di questa pratica. In Maremma il Trescone viene ancora praticato in maniera rituale.
Il Trescone, erotismo alla contadina
Un ballo dalle valenze molto particolari, diffuso in Toscana soprattutto sull’Appennino
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