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A Lucca "I Teatri del Sacro"

"Combattimento spirituale davanti a una cucina Ikea" è il titolo di uno dei 27 spettacoli

"Lazzaro vieni dentro!", "Parabole di un clown...E Dio nei cieli ride", "Combattimento spirituale davanti a una cucina Ikea". Sono alcuni dei titoli dei 27 spettacoli teatrali che debutteranno dal 19 al 25 settembre alla seconda edizione del Festival di Lucca, momento culminante del progetto "I Teatri del sacro", promosso da Federgat, Federazione gruppi attività teatrali e Fondazione Comunicazione e Cultura, insieme al Servizio nazionale per il Progetto culturale della Cei, all'Ufficio nazionale comunicazioni sociali della Cei e all'Acec, associazione cattolica esercenti cinema.

Lo scopo, ha spiegato mons. Domenico Pompili, presente alla conferenza stampa di presentazione presso la Radio Vaticana, "é quello di riscoprire un' arte che è tra le più antiche e che ha sempre avuto una stretta continuità con la ricerca del senso". Tre, ha aggiunto Pompili, le dimensioni proprie del teatro che la Chiesa, con l'iniziativa, intende mettere in luce: la "corporeità" perché "incontrare l'altro vuol dire innanzitutto trovarsi di fronte un corpo"; la "concretezza", poiché "il sacro non è solo il luogo dei precetti e delle leggi ma anche quello dell'incontro con il singolo evento"; la "forza simbolica" perché "in una cultura tecnicista che tende a schiacciare tutto sui dati di fatto, il teatro dà respiro e profondità".
 
"Il teatro - ha quindi sottolineato mons. Pompili - è una grande chance per la cultura, ma anche per la fede". Vittorio Sozzi, responsabile del servizio nazionale per il Progetto culturale della Cei, ha spiegato come nell'iniziativa vi sia "la sollecitazione, anche verso le professionalità non cristiane, a misurarsi con i temi del sacro che toccano tutti gli uomini indistintamente". L'esperienza, "emblematica" a Lucca, ha auspicato infine, "é da ripetersi in altre realtà del territorio", particolarmente, ha aggiunto Pompili, "in quei luoghi, come le piazze italiane, che non sono né pubblici, né privati ma patrimonio e risorsa della comunità intera".

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