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Comune di Pistoia: Biblioteca Forteguerriana

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Biblioteca Comunale Forteguerriana

Fondata alla fine del Quattrocento ospita una notevole raccolta di libri antichi

La fondazione della biblioteca (denominata Forteguerriana solo a partire dal 1841) viene tradizionalmente datata al 1473, quando, in seguito ad una donazione del cardinale Niccolò Forteguerri (1419-1473), viene istituita la Pia Casa di Sapienza .
Un altro anno importante per la storia della biblioteca è il 1696, quando "In esequtione della mente di S.A.S." , viene imposto agli offiziali della Sapienza di aprire all'uso pubblico le raccolte librarie, conservate nella sede acquistata nel 1528 ed ampliata nel 1533-34 su progetto dell'architetto fiorentino Giovanni Unghero. Qui ebbero sede la scuola e la biblioteca istituite con lascito forteguerriano, che assunsero il nome di Collegio (in seguito Liceo) Forteguerri, entro cui la biblioteca visse in una condizione di stentata marginalità, fino alla chiusura, tra il 1921 e il 1926, per lo stato di grave abbandono degli spazi fisici e delle raccolte. La rinascita dell'istituto è dovuta allo strenuo impegno del Preside del Liceo ed in seguito bibliotecario Quinto Santoli, che ne fu direttore fino al 1959.
Nell'arco cronologico che va dal 1926 al 1959 la biblioteca è passata attraverso diverse tipologie di gestione. Prima, tra il 1930 e il 1967, dipendendo da un Consorzio costituito dal Comune, dalla Provincia, e dalla Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia; successivamente, ed a tutt'oggi, facendo direttamente capo alla Ammnistrazione comunale. Il patrimonio della biblioteca Forteguerriana è costituito da circa 300.000 libri ed opuscoli (di cui circa 13.000 libri per ragazzi), oltre 250 periodici correnti, oltre 1.000 manoscritti, 126 incunaboli, circa 3.000 cinquecentine, 2.000 stampe, 2790 fogli volanti.

Il nucleo documentario più antico è costituito dai codici sozomeniani, donati dal canonico Zomino di ser Bonifazio (1387-1458), detto Sozomeno , all'Opera di San Jacopo e dunque, in sostanza, al Comune di Pistoia. La parte della raccolta sopravvissuta ai fenomeni di dispersione (circa 30 dei 110 volumi originari) fu trasferita, nella prima metà del XVIII secolo, dal Palazzo comunale alla attuale sede, dove è tuttora conservata.

Nel 1706, anno a cui risale il più antico inventario conosciuto, il patrimonio bibliografico era di 2.147 volumi, salito a circa 7.000 nel 1830. Una crescita assai più rilevante delle dimensioni del patrimonio è documentata a partire dal 1870, quando le raccolte della Forteguerriana si accrescono con nuclei librari provenienti da enti e congregazioni, religiosi e non, soppressi; la formazione delle raccolte della Biblioteca, tuttavia, dipende fortemente da numerose donazioni ed acquisizioni di rilievo. Basti qui ricordare, per il XIX secolo, i fondi librari e manoscritti di Niccolò Puccini, Domenico Mazzoni, Sebastiano Ciampi, Giovanni Maria Franchini-Taviani e, per quanto riguarda il Novecento, quelli di Guido Macciò, Ferdinando Martini, Alberto Chiappelli, Alberto Montemagni, Quinto Santoli, Giuseppe Mazzoni, Policarpo Petrocchi , oltre ad altri minori. A ciò vanno inoltre aggiunti i volumi acquisiti in via ordinaria dalla Biblioteca per rispondere nel modo migliore alle esigenze della propria utenza. Recentemente la Forteguerriana ha sviluppato politiche di gestione delle raccolte orientate a rendere disponibile la consultazione di basi dati bibliografiche e documentarie, anche ad accesso remoto, su supporto digitale.
 

Orario:
8.30-19 dal lunedì al sabato.

Fonte by Comune di Pistoia


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