Primavera d’arte a Firenze: nel capoluogo toscano torna a risplendere nella sua originale completezza la Pala del Noviziato, capolavoro del pittore fiorentino Filippo Lippi dipinto per l’omonima cappella in Santa Croce a Firenze, su commissione di Cosimo de’ Medici nel 1445. Fino al 30 maggio prossimi i visitatori di tutto il mondo potranno ammirare l’opera insieme alla Predella dipinta dal giovane aiutante di Lippi, Francesco di Stefano, detto Il Pesellino.
Gli interventi hanno riguardato inoltre la Pala di Annalena e altre due tavole dell’artista: "La Madonna annunciata e Sant’Antonio abate" e "L’angelo dell’Annunciazione con San Giovanni Battista". L’intervento di restauro ha permesso di riportare alla luce le straordinarie colorazioni originali, nonché i pregi e il rigore delle architetture michelozziane che inquadrano la scena.
La Pala del Noviziato - Originariamente era accompagnata da una predella dipinta dal giovane Francesco di Stefano detto Il Pesellino (Firenze, 1422 ca. – 1457 ca.) sotto la guida di Filippo Lippi. La Predella si compone di cinque scomparti raffiguranti San Francesco che riceve le stimmate; Il miracolo dei Santi Cosma e Damiano , La Natività e Il Martirio dei Santi Cosma e Damiano e Il Miracolo di Sant’Antonio. I tre scomparti originali già presenti agli Uffizi sono stati oggetto di un’opera di restauro che ha permesso di valorizzare il linguaggio pittorico intriso dei riflessi stilistici del primo Quattrocento, da Masaccio a Veneziano fino a Paolo Uccello.
La Pala di Annalena - dipinta da fra’ Filippo Lippi attorno al 1450 per il convento fiorentino di San Vincenzo Ferrer. L'iconografia principale è quella della Natività con San Giuseppe, il Bambino Gesù e Maria visibili in primo piano. a prospettiva profonda miscela gli elementi naturali e le architetture della stalla, distanziando le altre figure della composizione: il bue e l'asino al centro; la Maddalena orante sulla destra; San Girolamo nella sua iconografia classica che prega inginocchiato a sinistra sullo sfondo di un paesaggio aspro. Sotto di lui è visibile un monaco: è Sant'Ilarione di Gaza tradizionalmente ricordato come abate, taumaturgo e fondatore di monasteri in Palestina.
Completano i lavori di restauro due opere di Filippo Lippi databili attorno al 1455-60. Si tratta di due dipinti di inusitata tipologia con le figure dell’Annunciazione e di due santi, Sant’Antonio Abate e San Giovanni Battista.
Gli interventi hanno riguardato inoltre la Pala di Annalena e altre due tavole dell’artista: "La Madonna annunciata e Sant’Antonio abate" e "L’angelo dell’Annunciazione con San Giovanni Battista". L’intervento di restauro ha permesso di riportare alla luce le straordinarie colorazioni originali, nonché i pregi e il rigore delle architetture michelozziane che inquadrano la scena.
La Pala del Noviziato - Originariamente era accompagnata da una predella dipinta dal giovane Francesco di Stefano detto Il Pesellino (Firenze, 1422 ca. – 1457 ca.) sotto la guida di Filippo Lippi. La Predella si compone di cinque scomparti raffiguranti San Francesco che riceve le stimmate; Il miracolo dei Santi Cosma e Damiano , La Natività e Il Martirio dei Santi Cosma e Damiano e Il Miracolo di Sant’Antonio. I tre scomparti originali già presenti agli Uffizi sono stati oggetto di un’opera di restauro che ha permesso di valorizzare il linguaggio pittorico intriso dei riflessi stilistici del primo Quattrocento, da Masaccio a Veneziano fino a Paolo Uccello.
La Pala di Annalena - dipinta da fra’ Filippo Lippi attorno al 1450 per il convento fiorentino di San Vincenzo Ferrer. L'iconografia principale è quella della Natività con San Giuseppe, il Bambino Gesù e Maria visibili in primo piano. a prospettiva profonda miscela gli elementi naturali e le architetture della stalla, distanziando le altre figure della composizione: il bue e l'asino al centro; la Maddalena orante sulla destra; San Girolamo nella sua iconografia classica che prega inginocchiato a sinistra sullo sfondo di un paesaggio aspro. Sotto di lui è visibile un monaco: è Sant'Ilarione di Gaza tradizionalmente ricordato come abate, taumaturgo e fondatore di monasteri in Palestina.
Completano i lavori di restauro due opere di Filippo Lippi databili attorno al 1455-60. Si tratta di due dipinti di inusitata tipologia con le figure dell’Annunciazione e di due santi, Sant’Antonio Abate e San Giovanni Battista.

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