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Note antiche, amate acque

Le terme in Toscana: una storia secolare

Il termalismo in Toscana, così come nel resto d’Europa, nasce verso la metà del Settecento quando vengono effettuate le prime analisi per stabilire la composizione delle acque. Ma l’utilizzo delle sorgenti termali è ben precedente e si può far risalire all’epoca etrusca e romana.
È noto, ad esempio, che gli etruschi utilizzavano le acque termali per usi sacri e che i romani distinguevano tra Balnea e Termae. I primi erano gli stabilimenti termali veri e propri con acque curative, i secondi bagni pubblici, luoghi, come le terme di Diocleziano a Roma, dove andare a rilassarsi, a socializzare, o perché no, a cospirare contro i nemici. Tracciare però una storia complessiva delle terme nella nostra regione è quasi impossibile. Ogni località ha seguito un proprio, peculiare, percorso.

Difficile stabilire, ad esempio, se i ruderi grossetani di Roselle fossero terme o bagni pubblici visto che la sorgente intorno a cui lo stabilimento sorse si è ormai essiccata (anche se l’area continua a essere ricca di acque), o datare le origini dei Bagni di Petriolo, località tanto amata da papa Pio II.
Molte volte le acque non erano utilizzate con continuità. Gli stabilimenti nascevano intorno ad una sorgente ed erano poi dismessi o distrutti. Quelli di San Giuliano, nel pisano, furono rasi al suolo dai fiorentini nel XV secolo per punire i sangiulianesi - rei di aver resistito all’invasione del nemico - e tempo dopo riattivati dalla famiglia Medici tanto da divenire meta di personaggi famosi come il poeta Alfieri, i reali di Svezia, Danimarca, Inghilterra e di Luigi Bonaparte.
Mentre le terme di Casciana sorsero per volontà di Matilde di Canossa. La leggenda narra che la contessa iniziò a curare la propria gotta con quelle acque benefiche dopo che un merlo oggi raffigurato nello stemma comunale della cittadina pisana si allontanò dal castello e vi fece ritorno rinvigorito avendo a lungo volato sopra la fumante sorgente cascianese che da allora prese il nome di Mathelda. Casciana, così come molti altri stabilimenti termali toscani, fu ampliata e conobbe il massimo della notorietà tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento.

Lo sviluppo della crenoterapia, ossia delle terapie termali, e un sempre più diffuso benessere richiamarono verso le terme toscane personaggi famosi e la buona borghesia dell’epoca. È di questo periodo il fiorire della Montecatini liberty con i grandi hotel dalle forme eclettiche, i casinò, i caffè concerto frequentati da poeti, artisti, attori, scienziati. Giuseppe Verdi era così ispirato dall’atmosfera di queste terme che vi soggiornò per quattro lustri e vi compose il terzo atto dell’"Otello" e il "Falstaff".
"Qui a Montecatini confessò anni dopo Giorgio De Chirico l’aria, l’acqua, il cibo, tutto concorre a dare salute, a purificare l’organismo da quelle tossine, non solo biologiche, ma anche morali ed intellettuali, che corrodono carne, intelletto e psiche dell’uomo moderno". Una visione oggi condivisa da molti. La domanda di servizi legati al benessere psico-fisico terme in prima fila è oggi in forte ascesa, spiegano i ricercatori, e non solo tra le fasce di popolazione benestante e di una certa età. Questo ha fatto sì che molte località toscane abbiano scoperto o riscoperto le proprie sorgenti termali.

Fonte: La Regione Toscana - Pubblicazione della Giunta Regionale


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