La villa fu fatta edificare da Cosimo Sassetti fra la fine del Quattrocento e i primi del Cinquecento. Successivamente la villa fu proprietà degli Strozzi e dal 1661, della famiglia Vai sotto la quale divenne una vasta tenuta con circa trentasei poderi. Il complesso si sviluppa intorno a un cortile laterale sul quale prospettano la villa e gli annessi. Qui si affacciano i locali della falegnameria e dei lavatoi e i locali per la frangitura delle olive. Nella parte padronale è possibile ammirare bei soffitti lignei e pareti affrescate. Gli ambienti della fattoria conservano invece l'antica cucina detta il "cucinone", con il grande camino sorretto da mensoloni in pietra.
Fra il 1737 e il 1738 fu realizzato il giardino murato al quale si accede da un cancello con pilastri portanti obelischi. Sul fondo del giardino è un elegante ninfeo emiciclico a tre nicchie ornato da mosaici e madreperle e coronato da vasi in terracotta. Qui si affaccia una struttura che fungeva da tinaia nella parte inferiore e da fienile in quella superiore, ci sono ancora tracce dell'antica fornace. In angolo si ha l'oratorio costruito intorno al 1722 dedicato a Sant'Antonio Abate. Al suo interno statue settecentesche di arte locale pratese che raffigurano Sant'Antonio da Padova con Bambino e una Vergine Assunta in terracotta. Sull'altare si nota una tela raffigurante una Madonna col Bambino tra i Santi Giovanni Evangelista e Sant'Antonio Abate commissionata ad Antonio Marini nel 1845 da Giuseppe Vai. Attualmente la villa è di proprietà del Comune di Vaiano.
(Fonte: Apt Prato)

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