Nel 1882, divenuto Convitto Nazionale, vi compirono gli studi, tra gli altri, Gabriele d'Annunzio e Curzio Malaparte.
Il progetto del gesuita milanese Giovan Battista Origoni, che segue i modelli dei grandi istituti lombardi, fu parzialmente modificato in epoche successive. L'atrio e il portale monumentale furono commissionati nel 1793, dopo la laicizzazione del collegio operata dal granduca Pietro Leopoldo, all'architetto pratese Giuseppe Valentini (1752-1833), interprete principale a Prato del programma granducale di riforme.
Tra gli ambienti più belli all'interno del Collegio figurano la settecentesca cappella dei collegiali e il Refettorio affrescato (1753).
I dipinti di storie sacre sulle pareti sono opera del pratese Giacinto Fabbroni (1712-1783); la volta fu ridecorata invece nella seconda metà dell'Ottocento.
(Articolo a cura della Provincia di Prato)

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