L’edificio costituisce una delle più significative espressioni dell’architettura civile fiorentina di età barocca, mentre i suoi interni, ricchi di affreschi e decorazioni di pregio, testimoniano il gusto dell’aristocrazia fiorentina tra il XVII ed il XIX secolo. Sbarrato dal 1980, dalla scomparsa dell´ultimo erede marchese Uberto Strozzi Sacrati, nell’89 è stato acquistato dalla Regione Toscana per 13 miliardi di lire. Il restauro (costato 12 milioni di euro) è iniziato subito, è ancora in corso, ed ha richiesto poderosi studi diagnostici sullo stato dell´edificio, ingenti lavori di consolidamento per restituire alle stanze del palazzo i nuclei decorativi originari recuperati dalla soprintenda dallo staff del direttore Giuseppe Cruciani Fabozzi, ordinario di restauro all´ateneo fiorentino. Dall´ingresso si arriva nella Sala Pegaso, dove è stato fatto realizzare il nuovo lucernario in vetro colorato (opera della ditta Polloni, sulla scia delle scuola di Galileo Chini) con lo stemma del cavallo alato della Regione. Accanto, un´altra grande sala con pareti affrescate nel 1812 con alberi e scene naturalistiche. Ma è un trionfo di decorazioni in ogni sala. Solo le superfici decorate sono 11.315 metri quadrati. Tra le perle, il “Salone delle feste”, al primo piano, con stucchi e decorazioni che sarà pronto in estate, dove si terranno eventi musicali con orchestre da camera.

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