La Cattedrale di San Zeno è menzionata per la prima volta in un atto notarile stilato nel settembre del 923, ma una chiesa cattedrale doveva esistere a Pistoia almeno fin dal V secolo. E' documentato, infatti, che già in questo periodo la chiesa cittadina fosse autonoma e posta sotto la guida di un proprio vescovo. Secondo la tradizione, l'edificio altomedievale sarebbe stato intitolato a San Martino, vescovo di Tours, morto nel 397, e, successivamente, sotto la dominazione longobarda, esso venne intitolato a San Zeno, santo assai amato da questa popolazione. A questo Santo si aggiunsero anche i Santi Felice, Ruffino e Proculo come contitolari della chiesa.
Della cattedrale paleocristiana non è a tutt'oggi nota l'originaria ubicazione; studi recenti (N. Rauty, 1987) non escludono l'ipotesi, già in parte sostenuta dalla tradizione storica più antica, di una chiesa episcopale situata sul luogo occupato poi dalla pieve di Sant'Andrea; ma non si scarta neppure la congettura che la cattedrale possa essere stata costruita in un primo tempo nell'area dove ora sorge il complesso monastico di San Pier Maggiore.
Il Duomo, accanto al quale si erge il bellissimo campanile, venne comunque completamente rinnovato ai primi del XII secolo, anche se poi fu oggetto di una serie quasi ininterrotta di interventi, che si verificarono soprattutto tra Cinque e Seicento e, più recentemente, dal 1836 al 1839. Nondimeno, un restauro generale della chiesa, attuato tra il 1952 e il 1966 a cura della Soprintendenza ai Monumenti, ha riportato l'interno del monumento, per quanto possibile, all'aspetto conferitogli nel XII secolo.
In stile romanico, l'imponente edificio consta di tre navate suddivise da colonne, presbiterio rialzato e cripta sottostante. La copertura è a capriate lignee, con decorazione policroma trecentesca, nella navata centrale, mentre è costituita da volte nelle due navate minori L'antica struttura triabsidata risulta sostituita, fra il 1598 e il 1614, da un'ampia tribuna sormontata da cupola e da due cappelle laterali. La grandiosa tribuna barocca fu progettata e costruita dall'architetto pistoiese Jacopo Lafri. Gli affreschi che ne decorano le volte e le pareti sono di Domenico Cresti, detto il Passignano (1602), e di Pietro Sorri (1603), mentre i tre dipinti su tavola che completano il ciclo si devono rispettivamente a Cristofano Allori (la Resurrezione; 1610), a Gregorio Pagani (la Pentecoste; 1602/1603), a Benedetto Veli ( l'Ascensione; 1600/1603).
Il prospetto della cattedrale costruito in origine sul modello delle facciate di altri edifici romanici pistoiesi della stessa epoca, quali il San Bartolomeo e il Sant'Andrea, ha subito nel corso dei secoli le aggiunte che gli conferiscono l'aspetto attuale. Il portico fu costruito nel XIV secolo e completato verso la metà del XV secolo; il portico è comunque già sostanzialmente compiuto nel 1505, quando nell'intradosso della volta centrale vengono applicati i lacunari invetriati di Andrea della Robbia, e nella lunetta del portale sottostante la terracotta con la Madonna col Bambino, opera dello stesso Andrea. La fiancata nord ha conservato, invece, la forma originale con le sue arcate cieche sorrette da paraste, includenti rombi a incasso. Degne di nota sono anche le due statue marmoree dei Santi patroni, San Jacopo apostolo, a destra di chi guarda, e San Zeno vescovo, a sinistra, poste sulle due estremità della cuspide, scolpite rispettivamente da Andrea Vaccà (1721) e da Jacopo di Mazzeo (1336 ca.).
(Apt Pistoia)
Della cattedrale paleocristiana non è a tutt'oggi nota l'originaria ubicazione; studi recenti (N. Rauty, 1987) non escludono l'ipotesi, già in parte sostenuta dalla tradizione storica più antica, di una chiesa episcopale situata sul luogo occupato poi dalla pieve di Sant'Andrea; ma non si scarta neppure la congettura che la cattedrale possa essere stata costruita in un primo tempo nell'area dove ora sorge il complesso monastico di San Pier Maggiore.
Il Duomo, accanto al quale si erge il bellissimo campanile, venne comunque completamente rinnovato ai primi del XII secolo, anche se poi fu oggetto di una serie quasi ininterrotta di interventi, che si verificarono soprattutto tra Cinque e Seicento e, più recentemente, dal 1836 al 1839. Nondimeno, un restauro generale della chiesa, attuato tra il 1952 e il 1966 a cura della Soprintendenza ai Monumenti, ha riportato l'interno del monumento, per quanto possibile, all'aspetto conferitogli nel XII secolo.
In stile romanico, l'imponente edificio consta di tre navate suddivise da colonne, presbiterio rialzato e cripta sottostante. La copertura è a capriate lignee, con decorazione policroma trecentesca, nella navata centrale, mentre è costituita da volte nelle due navate minori L'antica struttura triabsidata risulta sostituita, fra il 1598 e il 1614, da un'ampia tribuna sormontata da cupola e da due cappelle laterali. La grandiosa tribuna barocca fu progettata e costruita dall'architetto pistoiese Jacopo Lafri. Gli affreschi che ne decorano le volte e le pareti sono di Domenico Cresti, detto il Passignano (1602), e di Pietro Sorri (1603), mentre i tre dipinti su tavola che completano il ciclo si devono rispettivamente a Cristofano Allori (la Resurrezione; 1610), a Gregorio Pagani (la Pentecoste; 1602/1603), a Benedetto Veli ( l'Ascensione; 1600/1603).
Il prospetto della cattedrale costruito in origine sul modello delle facciate di altri edifici romanici pistoiesi della stessa epoca, quali il San Bartolomeo e il Sant'Andrea, ha subito nel corso dei secoli le aggiunte che gli conferiscono l'aspetto attuale. Il portico fu costruito nel XIV secolo e completato verso la metà del XV secolo; il portico è comunque già sostanzialmente compiuto nel 1505, quando nell'intradosso della volta centrale vengono applicati i lacunari invetriati di Andrea della Robbia, e nella lunetta del portale sottostante la terracotta con la Madonna col Bambino, opera dello stesso Andrea. La fiancata nord ha conservato, invece, la forma originale con le sue arcate cieche sorrette da paraste, includenti rombi a incasso. Degne di nota sono anche le due statue marmoree dei Santi patroni, San Jacopo apostolo, a destra di chi guarda, e San Zeno vescovo, a sinistra, poste sulle due estremità della cuspide, scolpite rispettivamente da Andrea Vaccà (1721) e da Jacopo di Mazzeo (1336 ca.).
(Apt Pistoia)
(Fonte: Immagini by wikipedia)

Dove mangiare






