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"Babies" 2005 di Tom Claassen

"Babies" รจ un gruppo scultoreo in legno adagiato ai piedi del Faggione di Luogomano nel cuore della riserva naturale dell'Acquerino, Cantagallo

Progettata parallelamente ad altre installazioni, in materiale sintetico, esposte al Centro Pecci di Prato, questa installazione è realizzata con la collaborazione dei volontari della Comunità Montana Val di Bisenzio e grazie al contributo del Gruppo Consiag in occasione di Territoria 2005, appuntamento artistico che ha coinvolto tutta la provincia di Prato dal 12 giugno al 18 settembre del 2005 e che ha dato vita ad una rete di luoghi e opere d’arte contemporanea legati alla produzione industriale da una parte e al paesaggio montano dall’altra. Gli artisti invitati ad intervenire provenivano tutti dall’Olanda.

A primo acchito pare d'incontrare dei pupazzi abbandonato, enormi giocattoli lasciati sotto l'enorme albero, come succede con tutti i lavori di Claassen, dove sono le dimensioni ad amplificare l'effetto di straniamento che sfiora le incertezze dell'inquietudine.

 Le statue di Tom Claassen sono quel che sono. Possiamo descriverle in maniera assai precisa senza nulla togliere al loro significato. Un gruppo di elefanti, un cane, un ratto, uno storno, un cavallo, un coniglio, un rinoceronte. Con le loro dimensioni tali statue assumono sembianze che riducono la loro animalità. Diventano più statue dell’idea che abbiamo delle bestie in senso scultoreo. La loro ridotta animalità viene compensata dalla loro accresciuta monumentalità. Mediante tale ingrandimento sembrano più normali e ovvi della loro effettiva sembianza animale. Come possiamo stupirci e restare sbalorditi da un gruppo di elefanti, un cane o un gatto, uno storno, un cavallo un coniglio o un rinoceronte, così siamo sorpresi dalla sembianza stabile che essi assumono come statue in Tom Claassen. Il loro intimo sembra riversarsi sull’esterno come sciroppo su una piccola pila di pancake. Le statue di Tom Claassen assumono una sembianza in cui il materiale da lui usato, metallo, legno, poliestere, sabbia, ha preso a essere più rilevante della forma per il significato della statua. La forma è diventato il modello per il significato che si esprime nel materiale. Il materiale determina l’attitudine mentale della statua. C’è un’apparizione esteriore che rimanda a come vediamo noi stessi ed il mondo. Le statue di Claassen vi si adattano solamente in quanto si sottraggono alla misura ed alla scala che noi conosciamo come realtà.

In Tom Claassen la scultura è un’altra realtà, in cui le sue statue hanno una misura ed una scala che noi dobbiamo accettare come dato di fatto. Cappuccetto Rosso non vedeva forse semplicemente la nonna nel lupo dentro il letto? E in Claassen non c’è nemmeno la favola. La sua opera ha uno stato naturale nel mondo. I suoi uomini di legno se ne stanno stravaccati come sacchi, come si siedono certe volte gli uomini, come piccoli pezzi di legno ammucchiati nel bosco. I suoi ammassi bianchi rocciosi creano nel mondo un paesaggio che ancora non conosciamo. A quanto pare bisogna realizzare di persona che è possibile vivere un’esistenza essenziale.


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