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Sesto Cajo Baccelli da Brozzi, una vita da "Strolago"

I simpatici lunari di un personaggio popolarissimo, provenienti dal piccolo paese alla periferia fiorentina

Di lui si conosce ben poco tranne il fatto che provenisse da un’antica famiglia di fabbricanti di lunari, dimorante nel piccolo borgo di Brozzi nell’immediata periferia nord di Firenze. La casa ottocentesca dello “Strolago”, storpiatura della parola “astrologo”, è stata identificata nella zona tra l'ex comune e il "Torrione" di Brozzi.

Nipote di Rutilio Benincasa, astronomo e cabalista di Vaglia, Sesto Cajo Baccelli esercitò, come era suo destino, la professione di indovino, filosofo, matematico nonché esperto di cose agricole, ma la fama che lo circondava non era delle migliori, come testimoniano alcuni proverbi ispirati al suo personaggio. A Firenze si dice infatti a qualcuno che azzecca solo le cose evidenti che è “come lo strolago di Brozzi, che riconosceva i pruni al tatto e la merda al puzzo".

Se non alle incerte arti divinatorie, il Baccelli deve la sua fama imperitura all’almanacco. Si tratta di una delle pubblicazioni più singolari che circolano in Toscana, perché oltre a contenere consigli pratici sulla coltivazione, la cura e la raccolta rispetto alla fasi lunari, dispensa rime e proverbi contadini molto divertenti e che al giorno d’oggi sono poco conosciuti.

Scrive Carlo Lapucci, uno dei massimi esperti di tradizioni popolari toscane: “Il segreto di questi lunari, dei quali il piatto forte erano le previsioni del tempo, è la formula semplice per la quale sono giunti fino a noi pressoché inalterati: succinte effemeridi, calendario, qualche proverbio, qualche consiglio pratico, segnalazione delle faccende stagionali, qualche notizia utile di fiere e mercati, filosofia spicciola da almanacco. Il libriccino stava tutto l’anno sulla credenza ed era parte importante del sapere comune.”

Il Sesto Cajo subì la concorrenza di molti altri almanacchi destinati agli agricoltori e in particolare quello di Settimio, fratello dello stesso Sesto Cajo, che nel 1853, ne firmò uno preceduto dalle sestine del dottor Antonio Guadagnoli.

Il “vero” Sesto Cajo Baccelli riuscì comunque ad averla vinta e a continuare le pubblicazioni. Quella del 2010 è la centotrentatreesima.


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