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Gigi Guadagnucci (1915)

E' nato nel 1915 a Castagnetola, un paese vicino a Massa

Seguendo la tradizione della sua famiglia, comincia a lavorare il marmo quando è poco più che un bambino. Poco dopo la metà degli anni Venti ottiene, infatti, il suo primo impiego, da Ciberti. Si trasferisce comunque poco dopo nel laboratorio Soldani, dove impara iniziando dalle tradizionali espressioni dell’arte funeraria la routine dell’epoca , anche se ben presto si distingue eseguendo i suoi lavori in diretta, senza passare per il modello, conquistandosi così i suoi primi personali clienti. Nel 1936 è costretto, tuttavia, a lasciare l’Italia per motivi politici e a ripararsi in Francia. Rientrato in Italia, si ferma a Massa fra il 1950 ed il 1953 e in seguito decide di ritornare in Francia; si stabilisce finalmente a Parigi, dove per almeno due decenni vivrà inserito pienamente nel fervore artistico di Montparnasse. La sua assoluta padronanza della lingua, e le sue precedenti esperienze francesi, favoriscono il suo inserimento non solo nella comunità degli artisti, ma anche negli ambienti culturali più aggiornati. Frequenta gli italiani, quelli che a Parigi ci sono da sempre, come Gino Severini e Carlo Sergio Signori, e quelli che sono, come lui, appena arrivati, il carrarese Nardo Dunchi, il pisano Gianni Bertini, l’imprevedibile Remo Bianco, e poi ancora lo scrittore Beniamino Joppolo, che diventerà l’amico più solidale, e Zoran Music, che vive nello studio prestatogli da un amico comune, il grande fotografo Brassaï. Conosce gli ultimi grandi scultori di Montparnasse, Alberto Giacometti e Ossip Zadkine e le giovani promesse, come César e François Stahly. Vive in grande amicizia con i Nuovi Realisti, Yves Klein e Jean Tinguely soprattutto, pur sottraendosi alle sollecitazioni di Pierre Restany, che lo vorrebbe convincere a "militare" nel gruppo. Nel 1958 vince una naturale reticenza a mostrarsi in pubblico ed espone le sue prime opere alla Galerie Colette Allendy, suscitando una grande impressione e i primi interessi della critica. Da quel momento infatti la sua presenza sulla scena parigina diventa ricorrente e sempre più apprezzata. L’artista inizia ad esporre anche fuori della capitale francese: a Auvers sur Oise nel 1958, a Roma nel 1959, alla Robles Gallery di Los Angeles e alla Brook Street Gallery di Londra nel 1960, prima di approdare nell’anno successivo a una delle più prestigiose gallerie parigine, quella di Claude Bernard. Nonostante nel 1983 il ministro Jack Lang gli conferisca una delle più importanti onorificenze della Repubblica francese, nominandolo Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres, gli anni Ottanta segnano tuttavia il distacco definitivo da Parigi, dove ancora conserva due studi che frequenta però solo raramente, per periodi brevissimi e sempre più di malavoglia. Di contro ha ormai riconquistato la sua terra. Nel 1986 una sua grande scultura viene installata nel Palazzo Comunale di Massa e nel 1989 la Provincia di Massa-Carrara gli commissiona un bassorilievo di quasi cinque metri per la Sala della Resistenza, nel Palazzo Ducale di Massa. Nel 1993 il Comune gli organizza una grande mostra retrospettiva, con quasi cento sculture, all’interno del Castello Malaspina, e nel 1995 festeggia gli ottant’anni dell’artista con una mostra di disegni, al Palazzo Ducale di Massa, recuperando un momento della sua produzione artistica che si credeva disperso. Guadagnucci lavora ancora nel suo studio di Bergiola, dove mette a frutto l’esperienza del ritorno alla figura, sperimentata nell’esecuzione dei piccoli bassorilievi erotici degli anni Ottanta.


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