Ripercorrendo le tracce dei Toscani al governo, vale a dire a tutte quelle personalità della nostra regione che hanno ricoperto alti incarichi istituzionali dall’Unità d’Italia fino ad oggi, si abbracciano oltre centocinquant’anni di storia italiana.
Si parte dal "Barone di Ferro" Bettino Ricasoli, che si permetteva di trattare con sufficienza il re Vittorio Emanuele II, dato che la sua casata era più antica di quella dei Savoia, per arrivare a Carlo Azeglio Ciampi, uno dei presidenti più amati nella storia della Repubblica Italiana.
Nel mezzo tantissimi personaggi di grande spessore, come Sidney Sonnino, passato alla storia per essere stato il maggiore oppositore di Giolitti all’interno della compagine liberale e aver svolto le trattative per l’entrata in guerra dell’Italia nel 1915.
Ci sono poi i ministri e i premier democristiani tra i quali spicca la figura dell’aretino Amintore Fanfani, sei volte presidente del Consiglio, che della Dc fu anima e motore per oltre un trentennio, definendo la fisionomia e le strutture del grande partito cattolico.
Ancora un balzo nel tempo per imbatterci invece in un personaggio che ha incarnato agli occhi dei toscani il paradigma della viltà e della meschinità: Fabrizio Maramaldo. Il torbido condottiero trascorse in Valdinievole i giorni successivi alla sconfitta del Ferrucci nella battaglia di Gavinana, ansioso di entrare in possesso delle ricompense promesse dal Papa.
Si parte dal "Barone di Ferro" Bettino Ricasoli, che si permetteva di trattare con sufficienza il re Vittorio Emanuele II, dato che la sua casata era più antica di quella dei Savoia, per arrivare a Carlo Azeglio Ciampi, uno dei presidenti più amati nella storia della Repubblica Italiana.
Nel mezzo tantissimi personaggi di grande spessore, come Sidney Sonnino, passato alla storia per essere stato il maggiore oppositore di Giolitti all’interno della compagine liberale e aver svolto le trattative per l’entrata in guerra dell’Italia nel 1915.
Ci sono poi i ministri e i premier democristiani tra i quali spicca la figura dell’aretino Amintore Fanfani, sei volte presidente del Consiglio, che della Dc fu anima e motore per oltre un trentennio, definendo la fisionomia e le strutture del grande partito cattolico.
Ancora un balzo nel tempo per imbatterci invece in un personaggio che ha incarnato agli occhi dei toscani il paradigma della viltà e della meschinità: Fabrizio Maramaldo. Il torbido condottiero trascorse in Valdinievole i giorni successivi alla sconfitta del Ferrucci nella battaglia di Gavinana, ansioso di entrare in possesso delle ricompense promesse dal Papa.

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