Giovan Gastone I, meglio conosciuto come Giangastone. L’ultimo dei Granduchi medicei non era inumato in un alveo simile a quelli precedenti, ma in una cripta la cui esistenza non era ben comprovata dalle fonti; insieme a lui otto bambini. Alcuni dei corpi sono mummificati. In una delle piccole salme è stato individuato Don Filippino, figlio del Granduca Francesco, vestito con un abito rosso, completo di giubba e calzoni, scarpine e camicia. Su Giovan Gastone I di Toscana, figlio di Cosimo III e senza eredi, è stato scritto e detto di tutto. Talvolta con un po’ troppa libertà di pensiero e poca aderenza alla realtà. In politica Giangastone difese per quanto possibile la libertà del Granducato, mentre all’interno diede grande impulso agli studi giuridici, fece eleggere un papa Corsini (Clemente XII) coadiuvò le ricerche archeologiche e botaniche, rilanciò l’economia, compresa quella agricola della Maremma. Ebbe una passione totale per le scienze a tal punto che ottenne la translazione delle spoglie mortali di Galileo Galilei dalla stanzina buia dove era inumato, sin dentro la Basilica di Santa Croce a Firenze. Insomma alla fine lasciò un buon ricordo perché "aveva lasciato viver tutti come volevano."

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