Due giovani, vestiti di corto perizoma, con cinturone riccamente decorato, l’uno con i capelli raccolti in una lunga treccia, l’altro con una treccia più corta, immortalati nel gesto del compianto. Le due statue in pietra calcarea che la Soprintendenza ritrovò presso due privati alla metà degli anni Ottanta erano le più antiche sculture a tutto tondo d’Etruria e le chiavi per accedere ad una delle necropoli più interessanti dell’antico e misterioso popolo. I Principi guerrieri appartenevano infatti al complesso di sepolture monumentali di Casale Marittimo, nella località Casa Nocera, nella Bassa Val di Cecina: dieci sepolture, di uomini e donne, ognuno con gli oggetti che li avrebbero accompagnati nell’Oltretomba, una rappresentazione dell’evoluzione delle tipologie tombali e dei rituali funerari adottati tra la fine dell’VIII sec. a.C. e la prima metà dell’VI sec. a.C., dal medesimo gruppo parentale, sicuramente di estrazione aristocratica. La tomba più antica della necropoli, destinata al capostipite della famiglia, era posta in una posizione di rilievo rispetto alle altre che gli si disponevano intorno con andamento radiale: il defunto con le sue armi, è circondato anche dai resti, di due carri bruciati nella pira funebre, un carro veloce da guerra ed un carro lento da parata. L’epoca in cui vissero i principi di Casale è caratterizzata dalla ascesa al potere di gruppi gentilizi, che in una complessa dinamica di contatti e scambi commerciali con il mondo greco e quello Fenicio, diedero vita ad una fiorente cultura, fortemente permeata di elementi vicino-orientali.

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