Tratto da "Slowtuscany".
«Amico - disse la fanciulla - non ci ha forse detto il conte che l'umana saggezza consiste tutta nelle parole: aspetta e spera?»... Così si conclude uno tra i più famosi romanzi di Alexandre Dumas: il Conte di Montecristo. L'associazione non è casuale: a proposito di Montecristo infatti, questa volta potremmo andarcene verso il mare. Anzi, in mezzo al mare.
L'Isola di Montecristo, a circa
Ma quest'isola piccola, dalla forma di "uno diamante apuntato", ha cose anche più affascinanti da raccontare, a partire dal nome: i Greci l'avevano chiamata Artemisia, i Romani Oglada o anche Mons Jovis. Si racconta poi che nel V sec. d.C., in seguito alle persecuzioni che i Vandali stavano attuando in Sicilia, vennero a rifugiarsi sull'isola San Mamiliano, allora vescovo di Palermo, e alcuni suoi compagni di fede. Immaginiamoli, dopo aver inutilmente cercato riparo in Africa, in Sardegna e sull'Elba, con le rughe sul volto scavate dal sale e dal disperato vagare di mesi, trafelati e stanchi approdare finalmente su questa terra quieta e serena: salvi, pensavano, insieme alla loro fede. Ma le pene del santo non erano finite: narra la leggenda che, appena giunto sull'Isola, San Mamiliano lottò contro un drago e lo uccise, sbattendolo su una roccia da cui iniziò a zampillare quella fonte d'acqua freschissima che ancora oggi dà vita alle piante e agli animali che abitano l'Isola.
San Mamiliano (i cui resti mortali sono oggi conservati nella chiesa di San Matteo a Pisa) e i suoi compagni vi fondarono quindi un Monastero che intitolarono "Monte Cristo": così l'Isola prese il nome che ancora oggi conserva. Nei secoli successivi, il monastero incontrò gravi difficoltà: il Mediterraneo era allora solcato dalle navi dei corsari che ne saccheggiavano in lungo e in largo le coste e si stabilivano poi sulle piccole isole usate come base. Per secoli i nobili Toscani e
Il miraggio del tesoro di Dragut ha infatti generato, nei secoli, affannose quanto inutili ricerche. Chissà se è mai esistito, come la grotta segreta e inaccessibile in cui sarebbe stato nascosto. Probabilmente non lo sapremo mai: a Montecristo è consentito l'arrivo di 50 turisti al giorno accompagnati e scortati, per un totale di 1000 visitatori all'anno. Le visite sull'isola hanno una durata massima inferiore al giorno (viaggio compreso) e quest'anno partiranno per l'Isola solo coloro che ne hanno fatto richiesta nel 2003! Visitarla davvero è quasi un'impresa ma, in fondo, poco importa: Montecristo, odorante di resine e di oleandri, popolata nei secoli da santi, draghi, monaci e pirati, ricca di boschi, scogliere, animali selvatici e fonti d'acque freschissime, rimane nella nostra fantasia come " l'Isola che non c'è ", misteriosa e magica. Ci basti continuare a immaginarla così.

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