La mostra "Nella luce di Caravaggio" a Montale (PT) dal 30 novembre all'11 dicembre 2011 è suddivisa in quattro sezioni, in cui è raccolata una significativa campionatura, circoscrivendo ad una ventina di opere il percorso espositivo.
"I Maestri"
Una sala mozzafiato è quella che si presenta agli occhi del visitatore: al centro la Maddalena di Caravaggio, curva su se stessa nell'atto di redenzione. Ai lati la Santa Cecilia di Guido Reni e il San Michele Arcangelo di Ludovico Carracci i due maestri bolognesi che contemporaneamente a Caravaggio sperimentavano una pittura di stampo naturalistico mediata da un diffuso classicismo. Fanno ala gli artisti contemporanei che condivisero il momento di passaggio dal tardomanierismo al naturalismo (Baglione, Orazio Gentileschi, Tommaso Salini, Bartolomeo Manfredi).
“fare un quadro buono di fiori, come di figure”
Il filo conduttore della mostra è, ovviamente, Vincenzo Giustiniani. Egli, con estrema sensibilità si era espresso sul tema della pittura dei fiori: “Il saper ritrarre fiori ed altre cose minute, due cose particolarmente si richiedono: la prima, che il pittore sappia di lunga mano maneggiare i colori, e ch’effetto fanno, per poter arrivare al disegno vario delle molte posizioni de’ piccoli oggetti e alla varietà de’ lumi: e riesce cosa assai difficile unire queste due circostanze e condizioni a chi non possiede bene questo modo di dipingere, e sopra tutto vi si ricerca straordinaria pazienza: ed il Caravaggio disse che tanta manifattura gli era a fare un quadro buono di fiori, come di figure”. Il riferimento a Caravaggio non è casuale e di fatto segna l'investitura ufficiale, l'atto di battesimo della natura morta. La mostra propone ben cinque nature morte di ambito caravaggesco eseguite da Agostino Verrocchi, Michelangelo da Campidoglio, del Maestro della Natura morta di Acquavella, dell'enigmatico Giovan Battista Crescenzi.
“Dipinger di maniera”
In questa sala sono esposte opere di artisti il cui linguaggio tradisce la formazione tardo manierista, ma che si sono poi convertiti al naturalismo come Antiveduto Gramatica, Rutilio Manetti e Orazio Riminaldi. Nelle loro opere si scorge un'attenzione calligrafica all'anatomia degna di un artista formatosi in ambito accademico ma capace poi di inaspettate aperture naturalistiche come nello strepitoso Buon Samaritano di Orazio Riminaldi.
“...e con l'esempio davanti al naturale”
Chiude la mostra la sezione degli artisti ormai consapevoli del naturalismo e capaci di operare su entrambi i registri come Bartolomeo Manfredi, Mario Minniti, lo stesso Orazio Riminaldi. Una vera scoperta è l'inedito Autoritratto di Artemisia in veste di Santa Caterina d'Alessandria, esposto a Villa La Smilea per la prima volta ed eseguito su tavola.
La mostra "Nella luce di Caravaggio - dipingere di maniera, e con l’esempi avanti del naturale” unisce rigore scientifico e il prestigio di un progetto sviluppato con attenzione al grande richiamo di un tema, quello della pittura caravaggesca, fortemente sentito e accessibile al grande pubblico.
Nella luce di Caravaggio
“dipingere di maniera, e con l’esempi avanti del naturale”
Villa Castello La Smilea - Via G. Garibaldi n. 2/A - 51037 Montale (PT)
Da mercoledì 30 novembre a domenica 11 dicembre 2011
orario: tutti i giorni dalle 9.00 alle 23.00
La mostra è promossa dal Comune di Montale e dall’Associazione Libera Accademia di Studi caravaggeschi col patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Regione Toscana e della Provincia di Pistoia in collaborazione con Associazione ONLUS “Un Cuore, Un Mondo” a sostegno dell'Ospedale del Cuore G. Pasquinucci Fondazione G. Monasterio di Massa.
Ideazione e cura: Pierluigi Carofano
Comitato scientifico: Pierluigi Carofano, Alberto Cottino, Franco Paliaga, Marco Ciampolini
Responsabile tecnico scientifico della mostra e direttore del Comitato scientifico della Libera Accademia di Studi Caravaggeschi: Antonio Vignali
Curatore della logistica: Massimo Gazzarri
"I Maestri"
Una sala mozzafiato è quella che si presenta agli occhi del visitatore: al centro la Maddalena di Caravaggio, curva su se stessa nell'atto di redenzione. Ai lati la Santa Cecilia di Guido Reni e il San Michele Arcangelo di Ludovico Carracci i due maestri bolognesi che contemporaneamente a Caravaggio sperimentavano una pittura di stampo naturalistico mediata da un diffuso classicismo. Fanno ala gli artisti contemporanei che condivisero il momento di passaggio dal tardomanierismo al naturalismo (Baglione, Orazio Gentileschi, Tommaso Salini, Bartolomeo Manfredi).
“fare un quadro buono di fiori, come di figure”
Il filo conduttore della mostra è, ovviamente, Vincenzo Giustiniani. Egli, con estrema sensibilità si era espresso sul tema della pittura dei fiori: “Il saper ritrarre fiori ed altre cose minute, due cose particolarmente si richiedono: la prima, che il pittore sappia di lunga mano maneggiare i colori, e ch’effetto fanno, per poter arrivare al disegno vario delle molte posizioni de’ piccoli oggetti e alla varietà de’ lumi: e riesce cosa assai difficile unire queste due circostanze e condizioni a chi non possiede bene questo modo di dipingere, e sopra tutto vi si ricerca straordinaria pazienza: ed il Caravaggio disse che tanta manifattura gli era a fare un quadro buono di fiori, come di figure”. Il riferimento a Caravaggio non è casuale e di fatto segna l'investitura ufficiale, l'atto di battesimo della natura morta. La mostra propone ben cinque nature morte di ambito caravaggesco eseguite da Agostino Verrocchi, Michelangelo da Campidoglio, del Maestro della Natura morta di Acquavella, dell'enigmatico Giovan Battista Crescenzi.
“Dipinger di maniera”
In questa sala sono esposte opere di artisti il cui linguaggio tradisce la formazione tardo manierista, ma che si sono poi convertiti al naturalismo come Antiveduto Gramatica, Rutilio Manetti e Orazio Riminaldi. Nelle loro opere si scorge un'attenzione calligrafica all'anatomia degna di un artista formatosi in ambito accademico ma capace poi di inaspettate aperture naturalistiche come nello strepitoso Buon Samaritano di Orazio Riminaldi.
“...e con l'esempio davanti al naturale”
Chiude la mostra la sezione degli artisti ormai consapevoli del naturalismo e capaci di operare su entrambi i registri come Bartolomeo Manfredi, Mario Minniti, lo stesso Orazio Riminaldi. Una vera scoperta è l'inedito Autoritratto di Artemisia in veste di Santa Caterina d'Alessandria, esposto a Villa La Smilea per la prima volta ed eseguito su tavola.
La mostra "Nella luce di Caravaggio - dipingere di maniera, e con l’esempi avanti del naturale” unisce rigore scientifico e il prestigio di un progetto sviluppato con attenzione al grande richiamo di un tema, quello della pittura caravaggesca, fortemente sentito e accessibile al grande pubblico.
Nella luce di Caravaggio
“dipingere di maniera, e con l’esempi avanti del naturale”
Villa Castello La Smilea - Via G. Garibaldi n. 2/A - 51037 Montale (PT)
Da mercoledì 30 novembre a domenica 11 dicembre 2011
orario: tutti i giorni dalle 9.00 alle 23.00
La mostra è promossa dal Comune di Montale e dall’Associazione Libera Accademia di Studi caravaggeschi col patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Regione Toscana e della Provincia di Pistoia in collaborazione con Associazione ONLUS “Un Cuore, Un Mondo” a sostegno dell'Ospedale del Cuore G. Pasquinucci Fondazione G. Monasterio di Massa.
Ideazione e cura: Pierluigi Carofano
Comitato scientifico: Pierluigi Carofano, Alberto Cottino, Franco Paliaga, Marco Ciampolini
Responsabile tecnico scientifico della mostra e direttore del Comitato scientifico della Libera Accademia di Studi Caravaggeschi: Antonio Vignali
Curatore della logistica: Massimo Gazzarri

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