Agli esordi del XIII sec., importato anche in Toscana dai Cistercensi, fa la sua comparsa lo stile gotico, tipico dei Paesi d'oltralpe e caratterizzato da alcuni elementi peculiari quali le volte ad ogiva, gli archi acuti e i pilastri a fascio.
Tra le maggiori architetture del tempo ed espressioni di questo stile ricordiamo il Duomo di S. Maria del Fiore e le chiese di S. Maria Novella e S. Croce, a Firenze, il Duomo di Siena, parte del Camposanto e le chiese di S. Caterina d'Alessandria e di S. Maria della Spina, a Pisa, gli evocativi ruderi di San Galgano, in Val di Merse, e l'Abbazia di Sant'Antimo che, quantunque largamente romanica, denota evidenti elaborazioni architettoniche cistercensi.
Maestri nell'architettura, come nella scultura, furono Arnolfo di Cambio, che annovera tra i suoi capolavori la stesura del progetto per il Palazzo Vecchio, a Firenze, l'Orcagna con il mirabile tabernacolo di Orsanmichele, ed ancora una volta i Pisano (da Nicola e Giovanni ad Andrea e Nino), senza dimenticare Tino di Camaino, formatosi alla bottega dei Pisano ed attivo in Toscana e alla corte angioina a Napoli. La pittura nel periodo gotico si fregiò delle dotte mani di Giotto e scolari, a Firenze, e di Duccio di Buoninsegna, Ambrogio Lorenzetti e Simone Martini, a Siena.
Alla scuola di Giotto faranno successivamente riferimento numerosi artisti, anche di provenienza extraregionale, che manterranno viva, sotto la generica definizione di "Giotteschi", la tradizione pittorica del Maestro. Quella fiorentina e quella senese costituiscono di fatto due scuole distinte nel variegato panorama della pittura gotica in Toscana: entrambe ci hanno lasciato capolavori immortali di qualità sublime, prefigurando anche le nuove linee di sviluppo nella nascente pittura rinascimentale e nei tratti fondamentali del cosiddetto gotico internazionale.
Tra le maggiori architetture del tempo ed espressioni di questo stile ricordiamo il Duomo di S. Maria del Fiore e le chiese di S. Maria Novella e S. Croce, a Firenze, il Duomo di Siena, parte del Camposanto e le chiese di S. Caterina d'Alessandria e di S. Maria della Spina, a Pisa, gli evocativi ruderi di San Galgano, in Val di Merse, e l'Abbazia di Sant'Antimo che, quantunque largamente romanica, denota evidenti elaborazioni architettoniche cistercensi.
Maestri nell'architettura, come nella scultura, furono Arnolfo di Cambio, che annovera tra i suoi capolavori la stesura del progetto per il Palazzo Vecchio, a Firenze, l'Orcagna con il mirabile tabernacolo di Orsanmichele, ed ancora una volta i Pisano (da Nicola e Giovanni ad Andrea e Nino), senza dimenticare Tino di Camaino, formatosi alla bottega dei Pisano ed attivo in Toscana e alla corte angioina a Napoli. La pittura nel periodo gotico si fregiò delle dotte mani di Giotto e scolari, a Firenze, e di Duccio di Buoninsegna, Ambrogio Lorenzetti e Simone Martini, a Siena.
Alla scuola di Giotto faranno successivamente riferimento numerosi artisti, anche di provenienza extraregionale, che manterranno viva, sotto la generica definizione di "Giotteschi", la tradizione pittorica del Maestro. Quella fiorentina e quella senese costituiscono di fatto due scuole distinte nel variegato panorama della pittura gotica in Toscana: entrambe ci hanno lasciato capolavori immortali di qualità sublime, prefigurando anche le nuove linee di sviluppo nella nascente pittura rinascimentale e nei tratti fondamentali del cosiddetto gotico internazionale.






