I Giardini delle Ville, le colline di olivi e viti delle loro Fattorie, identificano il paesaggio della Provincia di Lucca: uno straordinario insieme di natura ed arte creato nel Cinquecento dall’attenta e florida economia della ricca ed indipendente Repubblica di Lucca.
Un patrimonio che si distingue in Italia per essere ancora vissuto e leggibile grazie alla cura dei proprietari, che nei secoli hanno introdotto stili diversi senza completamente cambiare l’assetto e la sobrietà del carattere lucchese. Visitare le Ville è ripercorrere la storia dei lucchesi, la loro economia ed arte ispirata da contatti in tutta Europa, ma forte nelle sue radici.
Villa Bernardini - Nel 1615 Bernardino Bernardini, Ambasciatore della Repubblica presso diversi principi e presso la Santa Sede, fece costruire la villa di Vicopelago residenza accogliente per la famiglia e per gli ospiti, luogo dello studio e del riposo. Anche il giardino di alberi e arbusti rigogliosi e fioriture per tutto l’anno riflette questo desiderio di ospitalità. Per il riposo e la conversazione delle signore, fu creato il Giardino Segreto, agli inizi del ‘700.
Villa Grabau - “Il palazzo”, appare per la prima volta in un estimo cinquecentesco al centro una vasta chiusa acquistata dai fratelli Diodati. Due cancelli conducono al centro del parco, dove sorge la villa. Boschetti con viali ombrosi, ampi e ariosi spazi verdi con alberi e arbusti introdotti all’inizio dell’800, grazie all’Orto Botanico di Lucca che contribuì a fare dei giardini delle ville dei veri e propri mirabilia vegetali.
Villa Mansi - I Benedetti furono i primi proprietari della villa nel ‘500, poi passata ai Cenami nel ‘600 e infine ai Mansi. L'architettura elegante e raffinata della villa appare sullo sfondo del giardino all’inglese tra i volumi di grandi alberature che costeggiano il prato. Il piano nobile è un susseguirsi di sale comunicanti affacciate sul salone centrale e affrescate dal lucchese Stefano Tofanelli.
Villa Oliva - Alessandro Buonvisi, nel suo testamento del 1539 lasciò i suoi beni al figlio Lodovico, salvo la villa di San Pancrazio, che riservò alla moglie. Un disegno di derivazione rinascimentale, un respiro fiorentino e manierista, la villa adagiata su un falsopiano e lo spazio intorno sono un gioco equilibrato di piani, di chiaroscuri di prospettive e volumi, fino ad arrivare ad un belvedere coperto da una volta di tassi aperto sul giardino sottostante, sul paesaggio delle colline e sulla città.
Villa Reale - L’ingresso, dalla mezzaluna delle scuderie, invita ad inoltrarsi nel piccolo bosco per scoprire, poco a poco, tutti gli angoli segreti del parco: un ruscello, la montagnola, un gazebo ornato di glicine e tigli, un laghetto. Si risale, poi verso la villa del Vescovo con il piccolo giardino all’italiana. Poco oltre si trova il ninfeo decorato con pietre e vetri e grumi di ghisa dove zampillano i giochi d’acqua, che allude ad una grotta naturale.
Villa Torrigiani - Nel 1636 il Marchese Nicolao Santini, Ambasciatore della Repubblica di Lucca presso la corte del Re Sole, acquistò la sobria villa cinquecentesca dei Buonvisi per trasformarla in una piccola reggia, ispirata a Versailles e la sua corte e consigliata da André LeNotre. Un lungo viale di cipressi è il teatrale accesso alla Villa di Camigliano, una delle più significative ville monumentali lucchesi. Tutto oggi è conservato ancora dai discendenti dell’Ambasciatore, che volle anche creare il Borgo Parigi e la grande Cappella affrescata.
Clicca qui per scaricare il programma completo
Per maggiori informazioni:
AVPL - Associazione delle Ville e dei Palazzi Lucchesi
www.villeepalazzilucchesi.it
segreteria@villeepalazzilucchesi.it
Un patrimonio che si distingue in Italia per essere ancora vissuto e leggibile grazie alla cura dei proprietari, che nei secoli hanno introdotto stili diversi senza completamente cambiare l’assetto e la sobrietà del carattere lucchese. Visitare le Ville è ripercorrere la storia dei lucchesi, la loro economia ed arte ispirata da contatti in tutta Europa, ma forte nelle sue radici.
Villa Bernardini - Nel 1615 Bernardino Bernardini, Ambasciatore della Repubblica presso diversi principi e presso la Santa Sede, fece costruire la villa di Vicopelago residenza accogliente per la famiglia e per gli ospiti, luogo dello studio e del riposo. Anche il giardino di alberi e arbusti rigogliosi e fioriture per tutto l’anno riflette questo desiderio di ospitalità. Per il riposo e la conversazione delle signore, fu creato il Giardino Segreto, agli inizi del ‘700.
Villa Grabau - “Il palazzo”, appare per la prima volta in un estimo cinquecentesco al centro una vasta chiusa acquistata dai fratelli Diodati. Due cancelli conducono al centro del parco, dove sorge la villa. Boschetti con viali ombrosi, ampi e ariosi spazi verdi con alberi e arbusti introdotti all’inizio dell’800, grazie all’Orto Botanico di Lucca che contribuì a fare dei giardini delle ville dei veri e propri mirabilia vegetali.
Villa Mansi - I Benedetti furono i primi proprietari della villa nel ‘500, poi passata ai Cenami nel ‘600 e infine ai Mansi. L'architettura elegante e raffinata della villa appare sullo sfondo del giardino all’inglese tra i volumi di grandi alberature che costeggiano il prato. Il piano nobile è un susseguirsi di sale comunicanti affacciate sul salone centrale e affrescate dal lucchese Stefano Tofanelli.
Villa Oliva - Alessandro Buonvisi, nel suo testamento del 1539 lasciò i suoi beni al figlio Lodovico, salvo la villa di San Pancrazio, che riservò alla moglie. Un disegno di derivazione rinascimentale, un respiro fiorentino e manierista, la villa adagiata su un falsopiano e lo spazio intorno sono un gioco equilibrato di piani, di chiaroscuri di prospettive e volumi, fino ad arrivare ad un belvedere coperto da una volta di tassi aperto sul giardino sottostante, sul paesaggio delle colline e sulla città.
Villa Reale - L’ingresso, dalla mezzaluna delle scuderie, invita ad inoltrarsi nel piccolo bosco per scoprire, poco a poco, tutti gli angoli segreti del parco: un ruscello, la montagnola, un gazebo ornato di glicine e tigli, un laghetto. Si risale, poi verso la villa del Vescovo con il piccolo giardino all’italiana. Poco oltre si trova il ninfeo decorato con pietre e vetri e grumi di ghisa dove zampillano i giochi d’acqua, che allude ad una grotta naturale.
Villa Torrigiani - Nel 1636 il Marchese Nicolao Santini, Ambasciatore della Repubblica di Lucca presso la corte del Re Sole, acquistò la sobria villa cinquecentesca dei Buonvisi per trasformarla in una piccola reggia, ispirata a Versailles e la sua corte e consigliata da André LeNotre. Un lungo viale di cipressi è il teatrale accesso alla Villa di Camigliano, una delle più significative ville monumentali lucchesi. Tutto oggi è conservato ancora dai discendenti dell’Ambasciatore, che volle anche creare il Borgo Parigi e la grande Cappella affrescata.
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