Vallombrosa è una località in grado di soddisfare i più svariati interessi culturali: da quelli naturalistici a quelli storici, fu fondata da S. Giovanni Gualberto agli inizi dell' XI° secolo seguito da altri numerosi discepoli. Di grande importanza naturalistica è l'attuale riserva biogenetica con una estensione di 1270 ettari e la foresta demaniale di S. Antonio 993 ettari.
La Croce in ferro del Pratomagno è situata ad una quota metri 1591, inaugurata nel 1928, è visibile anche da grande distanza. Questo itinerario propone un trekking dall'abbazia di Vallombrosa (FI) alla monumentale Croce del Pratomagno (AR) e ritorno, per un totale di 30 Km e un dislivello di 680 mt.
Questo trekking ci porta a scoprire la secolare foresta di Vallombrosa fino al monte Secchiata e da lì, ai crinali del Pratomagno, dove si può godere di vaste praterie ricche di ginestre e ampie vedute.
Il sentiero Cai n° 9 inizia ripido dalla "Scalinata del Calvario" che dall'abbazia conduce al Paradisino. Questa prima parte di tratto che ci porta al monte Secchiata, è la parte più in salita
del percorso (in 2 chilometri circa un dislivello di 500 mt. da affrontare); dal monte Secchiata in poi infatti, il sentiero Cai n° 00 lungo il crinale, si mantiene in quota costante, fino alla grande croce di ferro del Pratomagno (solo lievi sali-scendi).
A partire dal Rifugio Giuntini sul monte Secchiata a circa Km 6,100 c'è da sottolineare una biforcazione del sentiero Cai n° 00 che si ricongiunge dopo circa Km 1,500 al Varco di Gastra: un sentiero vira a sinistra sotto il crinale (consigliato all'andata), e un sentiero vira invece a destra salendo sul crinale (consigliato da prendere in senso opposto, al ritorno, dal Varco di Gastra).
Dal Varco di Gastra continuando lungo crinale e sempre con il sentiero Cai n° 00, si arriva al Varco alla Vetrice, poggio Varco di Castelfranco, il monte Pianellaccio (m. 1593) e qui volgendo lo sguardo a destra ecco arrivati in vista della Croce del Pratomagno.
Rif. Cartina: Carta dei sentieri e rifugi Multigrafic 1/25.000 Massiccio del Pratomagno n° 31/32

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