La prima fermata di Toscana Underground scende nelle grotte, che si sviluppano in profondità in ben 53 diverse aree della regione. In particolare il Catasto speleologico toscano ha censito 1597 grotte pari a 270 chilometri di gallerie naturali. I fenomeni carsici – grotte, doline, sorgenti, valli cieche, ecc. – coprono circa 1200 kmq della regione (pari al 5% del territorio) e rivestono un’importanza notevole per gli approvvigionamenti idrici; sulle Alpi Apuane scaturisce dal sottosuolo la sorgente più copiosa della Toscana – la sorgente del Frigido – con una massa d’acqua impressionante (1550 litri al secondo).
Le Alpi Apuane ospitano anche il Monte Corchia, che è il complesso carsico più esteso d’Italia con circa 60 chilometri di gallerie e pozzi carsici, e l’Abisso Paolo Roversi, che con 1249 metri di dislivello è la grotta più profonda in Italia e la 21a nel mondo. Fra tutte queste meraviglie ci sono grotte turisticamente attrezzate, come le tre grandi cavità carsiche delle Apuane: la Grotta del Vento in Garfagnana, le Grotte di Equi Terme in Lunigiana e l’Antro del Corchia in Versilia. I lavori di messa in sicurezza, eseguiti nel rispetto dell’ambiente ipogeo, e le soluzioni tecnologiche adottate consentono l’accesso ad un vasto pubblico senza compromettere il delicato equilibrio biologico. Queste grotte costituiscono un insolito ed eccezionale laboratorio scolastico per apprendere senza sforzo materie quali la geologia, la chimica, la biologia. Le cavità naturali inoltre preservano fragili ecosistemi, e sono habitat ideali di curiose specie vegetali e animali, come avviene nella Grotta del Sassocolato a Castell’Azzara (Grosseto) con la sua cospicua colonia di pipistrelli. In alcuni ipogei, campagne di scavo hanno rinvenuto resti di animali e tracce di presenza umana sin dall’età paleolitica.
La seconda fermata, ai parchi e ai musei minerari, apre le porte su un altro aspetto del mondo sotterraneo e su un’industria, quella metallurgica, la cui storia, pur avendo accompagnato nel corso dei secoli le vicende di molte comunità, è ancora oggi poco nota. Importanti giacimenti minerari (ferro, piombo, rame, mercurio) si trovano in diverse aree della Toscana – Isola d’Elba, Campigliese, Colline Metallifere, Monte Amiata e Alpi Apuane – e molti erano sfruttati sin dall’antichità, come testimoniano le numerose tracce etrusche di coltivazione mineraria. Proprio in Toscana, nel grossetano, e precisamente a Massa Marittima – nel Medioevo Massa Metallorum – fu redatto nel XIII secolo il primo Codice Minerario d’Europa.
La terza fermata di Toscana Underground fa tappa in altri ambienti: tombe, abitazioni, cantine, stalle. Anche in questo caso l’incontro tra artificio e natura ha dato vita a paesaggi spettacolari. Nell’entroterra maremmano l’insediamento rupestre di Vitozza a San Quirico di Sorano è praticamente un villaggio scavato nel tufo: sono state infatti modellate nella roccia le abitazioni, le mangiatoie e i magazzini; solo la chiesa, la rocca e il castello sono stati costruiti in elevato. Non meno emozionanti sono le sepolture etrusche che costellano il territorio di Sovana (Grosseto). L’ultima fermata di Toscana Underground sono le gallerie drenanti scavate per raccogliere e portare acqua all’interno della cinta muraria dei centri abitati. Lungo oltre 25 km è l’acquedotto che si snoda nelle viscere di Siena, i famosi “Bottini”, costruiti nel Medioevo e Rinascimento ed ancora oggi funzionanti. Cunicoli simili si trovano in altre località, come Massa Marittima e Chiusi (Siena).
Queste sono solo alcune delle tantissime realtà sotterranee della nostra regione; molte altre sono in fase di recupero e saranno presto accessibili al turista. La Versilia si sta organizzando per rendere fruibili i siti minerari della ex Edem, attiva fino al 1990 nello sfruttamento dei giacimenti di bario e ferro, mentre nel Parco di Cavriglia è in fase di ultimazione la messa in sicurezza della grotta Buca delle Fate, l’unico fenomeno puramente carsico della provincia aretina. Vi sono, inoltre, molte realtà ancora da scoprire. In un mondo ormai globalizzato, in cui le foto satellitari consentono di scrutare ogni lembo del nostro pianeta, si potrebbe credere che ogni angolo della Terra sia già stato esplorato. Questo vale per la superficie, ma non per il sotterraneo. Infatti forse non tutti sanno che esiste un’attività, l’unica, che permette di visitare luoghi dove nessun essere umano ha mai messo piede, anche a pochi chilometri da casa: la speleologia.
Non ci resta, quindi, che augurarvi buon viaggio nella Toscana Underground!
La Toscana Underground
Grotte, miniere e altri ambienti sotterranei
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