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A cavallo tra vigneti e antichi vulcani

Dalle terre del Brunello all'Amiata

Un percorso breve ma altamente spettacolare che scende dalla straordinaria abbazia di Sant'Antimo, circondata da silenzio e vigneti di Brunello, per risalire le vergini pendici del Monte Amiata, antico vulcano spento. Il viaggio termina al Vivo d'Orcia, uno dei luoghi più integri e verdi di tutta la Toscana, circondato dalla forte energia del vulcano e immerso nell'ascetica atmosfera dei suoi boschi.

Punto di partenza:
Abbazia di Sant'Antimo - Castelnuovo dell'Abate, Comune di Montalcino
Punto di arrivo:
Vivo d'Orcia, Comune di Castiglion d'Orcia
Lunghezza: 20 km
Durata: 4 ore
Note: Il percorso si compie in giornata; informarsi sulla condizione dei fiumi da guadare, soprattutto in caso di forti precipitazioni atmosferiche


Castelnuovo dell'Abate - Vivo d'Orcia (Primo tratto)
Lunghezza del percorso: 20 km circa
Tempo di percorrenza: 3 ore e mezzo - 4 ore

Questa direttrice di collegamento va a scoprire le Terre di Siena più montagnose. Dai vigneti che digradano senza soluzione di continuità sul colle di Montalcino si scende verso i corsi d'acqua dei fiumi Asso e Orcia per risalire sulle spalle verdissime e ombrose dell'Amiata, antico vulcano spento. Questo breve viaggio è anche un sentiero nella spiritualità che parte dall'imponente abbazia di Sant'Antimo che sembra voler dare un senso di stabilità ai grandi e movimentati spazi delle Terre di Siena, e arriva nell'intimo isolamento del Vivo d'Orcia dove si trovano antiche sorgenti e un eremo camaldolese.

Dall'Abbazia di Sant'Antimo si va verso la piccola frazione di Bassomondi per proseguire sulla strada della Casalta fino all'omonimo podere. Si attraversano i binari della ferrovia Siena - Monte Antico passando sopra una galleria e dopo, in successione, si affrontano due guadi: il primo riguarda il Torrente Asso, il quale, a dispetto delle apparenze, è piuttosto profondo; il secondo riguarda il fiume Orcia, che si attraversa di fronte al Podere Scarceta, al quale si giunge salendo lungo una serie di viottoli. Il percorso di risalita verso la Strada Provinciale del Monte Amiata è scandito dal passaggio presso i poderi Montelaccio, Finocchieto e Capanna.

L'itinerario prosegue su asfalto fino alla Madonna delle Querce per poi girare a destra lungo l'acquedotto che dalle falde dell'Amiata rifornisce la città di Siena. L'ultimo tratto conduce in uno dei posti più belli della montagna fino all'Eremo, in località Vivo d'Orcia. Oltre all'eremo camaldolese sorprende nel piccolo borgo del Vivo l'imponente presenza di un grande palazzo rinascimentale fortificato, sembra su disegno di Antonio Sangallo il Giovane. La località è suggestiva e accanto alla doppia fila di case coloniche, lungo il corso del fiume, sono ancora ben visibili i resti di antichi opifici, mentre di fronte al palazzo signorile è posta la chiesa di San Pietro, con la facciata in pietra di trachite con lo stemma della famiglia Cervini di Montepulciano, nobili del luogo.

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