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Manifattura Agresti (sec. XVIII), Orcio settecentesco dipinto a freddo in policromia con girali vegetali e fiori. Impruneta, Collezione privata
A mano, strato dopo strato: così nasce un vaso di cotto
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Il cotto di Impruneta

Il punto di riferimento nell'edilizia, nell'arredamento e nel decoro fiorentino

La terracotta più famosa è quella di Impruneta, un'antica cittadina a sud di Firenze. Si ottiene lavorando l'argilla con particolari tecniche e cuocendola poi in fornace. L''argilla in questa zona ha caratteristiche particolari: è scistosa, molto ricca di ferro, molto malleabile e allo stesso tempo elastica e resistente.
La materia prima viene estratta a Impruneta e nelle vicinanze, al Ferrone, a Tavarnuzze o nella Val di Greve. La tradizione della lavorazione della terracotta affonda le radici nel Medio Evo, le dinastie che lavorano la terracotta risalgono al Trecento; l'argilla plasmata e cotta ha connotato il paesaggio, l'architettura, il decoro urbano, l'economia locale.
Tradizionalmente con la terracotta si realizzavano vasi, catini, stoviglie, mattoni; all'Impruneta ci si andò specializzando nella lavorazione di orci, anche di grandi dimensioni, per contenere l'olio e il vino, le altre importantissime produzioni della zona. Nel corso dei secoli, soprattutto grazie alla alta resistenza alle intemperie, le lavorazioni in terracotta andarono a coprire tetti, ornare giardini, decorare facciate. La tradizione del cotto imprunetino resiste ancora oggi e i manufatti, realizzati nelle piccole e grandi fornaci della zona, sono un punto di riferimento sia nell'edilizia che nell'arredamento e nel decoro.

(Fonte: Apt Firenze)


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