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Scopri i sapori dell'Amiata

Degustazioni di vini e prodotti tipici biologici vi accompagneranno in una passeggiata tra le botteghe della montagna

1 commenti

C'è un negozietto sull'Amiata. Sembra piombato giù da un romanzo di Dickens, una botteguccia d'antiquariato d'altri tempi, strapiena di roba. Ma non vende mobili antichi o statuette o tappeti persiani. A prima vista, forse non si capisce bene cosa venda, ma dopo un po' si fa l'abitudine a quella soffitta delle meraviglie, che sembra un poco il solaio delle nonne, dove puoi trovare prodotti tipici amiatini e toscani. E' uno dei due punti di vendita diretta di prodotti biologici di Pinzi Pinzuti (sono ambedue situati in via Cavour): in uno si assaggiano i vini delle cantine di Montepulciano e dell'Amiata doc e docg che la ditta produce; nell'altro (la vecchia soffitta), oltre a vini di tutti i tipi trovi i funghi dell'Amiata, i formaggi di Pienza, l'olio di Pinzi Pinzuti e della Val d'Orcia, i prodotti di cinta senese Cisbio (fatti in loco) e poi grappe, mieli, cereali, dolci, pasta, minestre, condimenti, spezie, tè e infusi e ancora carillon, bamboline, gatti di legno che sembrano vivi, gnomi, fate, pecorelle di lana, cartoline natalizie, biglietti augurali, befane e babbi Natale (se è Natale). Il tutto sotto la sapiente regia dello spirito buono del luogo, Marcella, la proprietaria. Più che proprietaria è appunto la regista della situazione, la scenografa e nel suo lavoro ha un indiscutibile talento.
Marcella è sempre aperta: c'è da giurare che il suo sia l'esercizio che fa più ore lavorative all'anno; ma questa è anche una grande comodità, perché quando ricevi un invito a cena all'ultimo minuto e non sai cosa portare, scendi un attimo da lei, fossero anche le nove di sera. D'estate e durante le vacanze, non chiude praticamente mai prima di mezzanotte, anche perché ormai è diventata una istituzione: ad Abbadia vai a visitare il monastero, la miniera e Marcella. Il suo è davvero un piccolo museo delle delizie, un negozietto di delicatessen old style, un luogo un tantino visionario (come la bottega dell'antiquario ebreo di "Fanny e Alexander", dove il piccolo Alexander vede Dio in una antica marionetta), un teatro, infine, in cui i protagonisti del dramma, diretto da Marcella, sono salamini e cotechini.
L'abilità maggiore di Marcella, la sua arte, sta nella confezione dei pacchetti regalo - e in questo campo fa concorrenza alla grande decoratrice Viola di Violart -: sotto le sue mani fioriscono delle vere composizioni, ispirate di solito ai temi dominanti della stagione in corso. Marcella non esita a spogliare un alloro decorativo o un ramo di acero o di quercia che ha messo in negozio per arricchire un pacchetto, già avvolto nella carta gialla da macellai e rifinito con fiocchi rustici o con spaghi. Uno sputacchio di silicone o colla a caldo e l'opera è compiuta: sotto le sue mani è fiorito in un secondo un capolavoro dell'arte naïve contemporanea.
D'altronde, l'arte decorativa di Marcella non si limita al negozio, ma è talmente straripante e barocca che ne esce fuori, letteralmente: davanti all'ingresso sostano infatti pupazzoni che rappresentano contadini tirolesi, biciclette dei primi del secolo scorso, d'estate un grillo che canta per tutto il tempo, a Natale canzoncine natalizie, e poi una fontana, oppure una befana su un carro, composizioni di paglia, conigli etc. Sembra davvero una vecchia fattoria. La fantasia di Marcella è così ricca che le ha consentito di crearsi un posticino tutto per sé in mezzo al paese, una porta verso il mito o la leggenda agreste, un luogo invaso dai profumi del vino e del formaggio.

(Fonte: Apt Amiata)


COMMENTI

Posted by: marzia

La conosco bene la Marcellina, è una fata buona, crede fortemente in ciò che fa, Molti ad Abbadia dovrebbero imparare da lei il vero spirito dell' accoglienza e del fare turismo. Ciao Marcella sei unica.

27 febbraio 2011



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