I vini a Denominazione di origine Controllata e Garantita (DOCG) rappresentano l’apice di quella piramide della qualità fissata a livello normativo nazionale in materia vinicola. Si tratta di prodotti aventi un particolare pregio e già riconosciuti come DOC da almeno 5 anni, che dalla vigna alla cantina devono sottostare ad una dettagliata serie di regole contenute in un apposito Disciplinare di produzione. Le DOCG, che al pari delle DOC rientrano nella categoria comunitaria dei VQPRD (Vini di Qualità Prodotti in Regioni Determinate), sono sottoposte a maggiori controlli da parte di apposite commissioni di assaggio ministeriali: uno chimico-fisico ed organolettico durante la fase di produzione, ed uno organolettico ulteriore, partita per partita, durante l’imbottigliamento finale. Le DOCG nazionali sono in tutto 33: con le sue 6 (Chianti, Chianti Classico, Carmignano, Brunello di Montalcino, Vino nobile di Montepulciano e Vernaccia di San Gimignano) la Toscana si trova in seconda posizione alle spalle del Piemonte, che guida la classifica con 9.
Vino: la Denominazione di Origine Controllata e Garantita
Rappresenta l'apice della produzione dei vini di qualità . Per potersi fregiare di tale riconoscimento, i vini devono ripondere a rigide normative che regolano il lavoro dalla vigna alla cantina
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