L'anguilla sfumata è un piatto tipico della zona di Orbetello che da secoli i pescatori preparano secondo un'antica ricetta che sembra risalga addirittura al periodo della dominazione spagnola sull'Argentario nel XVI secolo. Si tratta di un’anguilla affumicata, marinata e poi condita con una salsa tradizionale a base di peperone chiamata “pimento”, oggi conosciuta con il nome di anguilla sfumata ("sfumata" perché marinata e affumicata).
La laguna è ricchissima di pesce, tra cui appunto le anguille che per divenire 'sfumate' vengono trattate per almeno un paio di giorni.
I pesci freschi vanno aperti, puliti, tenuti a bagno nell'aceto per tre ore, lasciati asciugare la sole, conditi con una salsa a base di peperoni rossi, aceto, sale e peperoncino e infine fatti affumicare su fuoco di paglia o di pezzetti di legno.
Le anguille vengono pescate durante tutto l'anno. D'inverno i pescatori utilizzano strutture fisse, chiamate “Tesi”, che ostruiscono il transito della anguille, dalla costa al centro della laguna, facendole confluire all’interno dei martavelli (o nasse), mentre durante l’estate adoperano i “Crocioni”, strutture movibili, nelle zone che il pescatore sceglie, considerando le condizioni dell’ambiente lagunare.
L'anguilla sfumata è perfetta anche per preparare un gustoso sugo per gli spaghetti.
L'anguilla sfumata di Orbetello
Un antico modo di lavorare il pesce della Laguna che risale alla dominazione spagnola del XVI secolo
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