L’area della Rotta a Sud di Figline Valdarno, alle porte del Chianti, ha restituito a partire dal 2001 importanti e inaspettati reperti archeologici: dapprima cubetti di bronzo (aes rude) di epoca etrusca che venivano utilizzati come moneta grezza, poi frammenti di ceramica di tegole e bucchero. Da queste tracce è stato possibile inquadrare un insediamento etrusco del VII e VI secolo a.C., che risulta uno dei più antichi della Toscana settentrionale.
Quanto rinvenuto su una superficie di circa 35 metri quadri lascia supporre la presenza di un importante edificio principesco o di un tempio: sono infatti presenti decorazioni in parte dei laterizi architettonici, rinvenuti assieme ad altri frammenti di ceramica di uso vario (bucchero), a ornamenti (dischetto d’ambra da collana), a blocchetti di bronzo con funzione di moneta di scambio. L’edificio potrebbe essere stato il centro di un insediamento importante, anche con funzioni di emporio fluviale sull’Arno, collocato tra i due centri di rilievo all’epoca quali Arezzo e Fiesole.La sua fine fu decretata da un incendio come si desume dall’argilla cruda incanniccita cotta parzialmente che costituiva le pareti.
Gli scavi lasciano intravedere la possibilità di rinvenire strati ancora più antichi e danno precise indicazioni sulle rifrequantazioni più recenti (200-300 a.C.), avvalorate da particolari frammenti di ceramica granulosa chiara, negli strati più superficiali, tipica del comprensorio del Valdarno Chianti. Lo studio del sito porterà nuove conoscenze nell’ambito di tutti gli aspetti della vita degli etruschi: dall’organizzazione sociale alla tipologia degli edifici, dagli usi e costumi, alle attività domestiche e di lavoro legate alla terra.

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