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Terra di confine sin dal medioevo

"Terre di confine" sin dal medioevo. Ribelli o sottomesse ai Lucchesi, comunque in gioco nei contrastanti interessi di ben tre Stati diversi: l'oligarchica Repubblica di Lucca (poi Principato ed infine Ducato); il dominio degli Estensi nella Provincia della Garfagnana e (dal 1451) ; la sempre incombente minaccia della Signoria fiorentina, dal 1347 impadronitasi di Barga, incuneandosi così tra le terre lucchesi e quelle estensi.

Su queste terre possono ricercarsi più ricche e gustose notizie storiche leggendo le carte conservate negli archivi. Dalla memoria di questo passato emergono le figure di alcuni protagonisti della vita culturale che qui ebbero i loro natali, come ad esempio il gallicanese Domenico Bertini (1417-1506) che seppe salire ai più alti onori della Repubblica di Lucca (ottenendone la cittadinanza, incarichi d'oratore in delicate ambasciate, ripetute cariche nel Collegio degli Anziani che reggeva lo Stato). Ebbe altresì un importante ruolo presso la Cancelleria papale (cominciando con Nicolò V divenendo poi segretario apostolico per Sisto V e Innocenzo VII). Titoli e riconoscimenti accumulati non gli fecero trascurare di essere munifico con gli altri: committente di numerose e pregevoli opere d'arte può figurare quale sicuro mecenate dello scultore lucchese Matteo Civitali.

Ed ancora: Antonio Vallisneri (1661-1730), nominato medico di corte di Carlo IV d'Asburgo, nonché naturalista al cui nome sono soprattutto legate scoperte sulle origini dei fossili e sulla riproduzione degli insetti al punto che alcuni lo considerano come precursore delle teorie dell'evoluzione. Egli nacque a Trassilico come pure Leopoldo Nobili (1785-1835) fisico, noto studioso ed inventore specie nel campo magnetico e termoelettrico.

Né mancano opere d'arte di alto valore e rara bellezza, qual è la pala di terracotta invetriata attribuita ad Andrea Della Robbia (Gallicano, Duomo di San Jacopo), o come la tavola dipinta da Simone Carretta nel XVI secolo (Trassilico, chiesa parrocchiale di San Pietro). Ma non sfigurano nel novero della produzione artistica i lavori in ferro battuto e pietra serena: tradizione artigianale locale che fu certo favorita dalla ricchezza d'acque dei torrenti e dalla presenza di miniere e cave.

Folclore. Volontariato e associazioni nell'arco dell'anno organizzano varie manifestazioni. In particolare si segnalano: la "Sacra rappresentazione e strage degli innocenti", una forma di teatro popolarein bilico tra sacro e profano, che si svolge in periodo natalizio: la "befanata di questua" che si tiene invece la sera alla vigilia dell'Epifania e di cui ogni paese del gallicanese sfoggia una sua specifica versione ma che, comunque, consiste nell'andar cantando alle porte delle case per ricevere le offerte degli abitanti. Sopravvive, inoltre, nella piazza principale di Gallicano, la tradizione del "falò" per l'ultimo giorno di carnevale quando ne viene bruciato un simbolico fantoccio traccia di antichi scopi divinatori e propiziatori. Si continua ancora, lungo un'ombreggiata e apposita pista fatta nei pressi del Serchio, a giocare al "tiro della forma": un lontano gioco di origine pastorale su cui gli statuti medioevali stessi dettavano regole a disciplinarne l'uso. L'estate gallicanese propone poi, ogni fine settimana, gustose sagre gastronomiche organizzate da varie associazioni locali per lo più nei capienti impianti sportivi comunali, dove è anche ospitata la "Festa dei Popoli e delle Genti". Il 25 luglio si celebra san Jacopo e durante il tradizionale "Palio" gli antichi rioni si sfidano ricorrendo a carri allegorici in carta pesta, gare sportive e sfilate folkloristiche. Alcune manifestazioni di carattere religioso e di una certa suggestione si svolgono a Cardoso ed a Verni, nel mese di Agosto. Da ricordare inoltre che, a fini umanitari, l'amministrazione di Gallicano promuove ogni anno una spettacolare "Fiaccolata Natalizia" riscuotendo sempre ampia partecipazione; infine resta da sottolineare come i già famosi "Sbandieratori di Gallicano", ormai pluricampioni d'Italia, forniscano (con le loro colorate esibizioni acrobatiche, insieme al "Gruppo storico della Vicaria") una degna cornice a queste varie manifestazioni

(Fonte: Rete Civica dei comuni della Valle del Serchio)


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