
In inverno a Firenze, ci si riscalda dentro ai pochi caffè storici, eredi di una tradizione risorgimentale e avanguardista: entrandovi sembra di sentire aleggiare lo spirito ribelle dei futuristi e la malinconia dei poeti ed artisti che ne hanno reso grande la fama. Così il crepuscolo della sera invernale viene rischiarato dai lampioni dei lungarni, le cui luci illuminano lo scorrere dell’Arno. Risalendo il fiume e lasciandosi alle spalle
Ad Arezzo città dell’oro, resa aristocratica dai palazzi signorili, si tiene l’appuntamento mensile della fiera antiquaria. Crocevia per Roma, Arezzo chiude lo sbocco della Val di Chiana, famosa in Italia anche per aver dato il nome alle razze di Chianina, da cui si ricava la bistecca Fiorentina, un chilo di “ciccia” di puro godimento. Mentre a Nord si apre l’ampia valle del Casentino dove i castelli rappresentano decisamente un elemento tipico del paesaggio: da quello del castello merlato di Poppi dove fu esule Dante, Pratovecchio (antico porto di partenza per i navicelli che discendevano l’Arno) e Stia. Più in alto si trovano invece
Il cupo inverno si veste di colori e fantasia se ci si trova a Viareggio, la patria del carnevale italiano: un’esplosione di allegria nei suoi carri mascherati caratterizzati dalla satira pungente. D’inverno la montagna pistoiese offre il meglio di sé, per la gioia degli sciatori, con una chilometrica rete di impianti di risalita. Le sue foreste ricche di abeti, larici e pini che durante la bella stagione erano state la meta ideale per escursioni naturalistiche offrono in questa stagione la possibilità di praticare ogni tipo di sport invernale, dallo sci di fondo alle semplici passeggiate con le racchette da neve.
Altre vette ed altra storia raccontano le Apuane, bianche e candide per la neve e per il famosissimo marmo, unica materia preziosa che abbia mai scolpito il genio di Michelangelo. Dall’alto delle Apuane si potrà scendere verso

























