Monti Pisani, la Valle delle Fonti
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Alle pendici del Monte Pisano

Tra ville eleganti e giardini floreali

Fiori
Villa Roncioni a Pugnano
Sul versante sinistro della bassa valle del Serchio sorge la suggestiva Villa Roncioni, fondata nel XV secolo. Il parco romantico che l'attornia - progettato nelle forme attuali nel XIX secolo anche per mano dell'architetto A. Gherardesca - copre una superficie di circa 5 ettari ed è arredato con numerosi edifici ed elementi architettonici in stile neogotico, neoclassico o eclettico (la Bigattiera, l'Eremo, le Rovine del castello, il Tempio di Bacco, ecc.), che impreziosiscono l'ambiente altrimenti caratterizzato da una flora poco diversa da quella dei dintorni: cipressi, querci caducifoglie, lecci e altre sempreverdi mediterranee, a cui si affiancano poche presenze esotiche come i platani  della rotonda d'ingresso o il cipresso calvo, conifera palustre nordamericana, che abbellisce il laghetto.

 

Visitabilità: a pagamento, su appuntamento (tel. 050.850028); accesso dalla statale 12 dell'Abetone e del Brennero, al n. 226, fraz. Molina di Quosa (Pugnano).


Aree naturali protette del Monte Pisano meridionale
Le due "a.n.p.i.l." (aree naturali protette di interesse locale) del Monte Castellare e della Valle delle Fonti tutelano alcuni tratti del versante meridionale del Monte Pisano. L'area del Monte Castellare, presso San Giuliano Terme, è caratterizzata da garighe su suolo calcareo prodotte da secoli di incendi e pascolo (vi sono tracce di insediamenti umani fin dalla preistoria): la vegetazione che oggi vi si incontra è formata da arbusti adattati alla siccità della zona, con fogliami spesso molto odorosi, come il mirto, i cisti, il timo, il teucrio polio, la santoreggia, la ruta; di particolare interesse sono il raro terebinto, accanto al più comune lentisco e il ciliegio canino. Alla flora arbustiva si associano in primavera numerose specie erbacee, fra cui decine di orchidee dei generi Orchis , Ophrys, Serapias, Aceras, ed altre ancora.

La Valle delle Fonti, presso Asciano, coincide con la valle del torrente Zambra e raggiunge il crinale che culmina nel Monte Faeta (830 m s.l.m.), il cui nome rammenta la presenza del faggio  in epoche più antiche. Il toponimo della valle è invece dovuto all'abbondanza di sorgenti di acque limpide e poco calcaree che alimentavano gli acquedotti medicei di Pisa. Densi boschi a galleria di alberi e arbusti decidui legati ai suoli umidi caratterizzano la zona: ontani, salici, sambuco, corniolo ed anche il nocciolo formano queste cenosi in cui si possono incontrare rari sempreverdi come l'agrifoglio e l'alloro.

La comune vitalba e la rara periploca si arrampicano sugli alberi mentre numerose felci crescono nel sottobosco: fra queste, particolarmente importante per la sua rarità è la felce florida. Altre specie erbacee del sottobosco si segnalano per le loro fioritura. Interessantissima anche la flora briofitica con numerose specie di epatiche, muschi e in particolare di sfagni, in alcuni casi molto rare.

 

Visitabilità: libera, con accesso dalla viabilità ordinaria (statale 12 dir. dell'Abetone e del Brennero, poco a monte di S. Giuliano T., per il Monte Castellare; provinciale Lungomonte in loc. Il Prato presso Asciano, per la Valle delle Fonti).
Informazioni: Comune di S. Giuliano Terme, via Niccolini, tel. 050.819111.

Aree naturali protette del Monte Pisano orientale
Più a est, alle pendici orientali del Monte Pisano, altre due "a.n.p.i.l." proteggono interessanti ambienti naturali: le stazioni relitte di pino laricio del Monte Cucco e il Bosco di Tanali. Il pino laricio è una specie che vive con limitate popolazioni solo in poche altre ristrette zone del Mediterraneo (Corsica, Calabria, Etna) e vive qui in una fresca valle esposta a nord-est, in cui si trovano fitocenosi di forra umida analoghe alla Valle delle Fonti precedentemente descritta, con latifoglie decidue, agrifoglio e felci anche rare.
 

Nel Bosco di Tanali, invece, sono conservati lembi dell'antico paesaggio planiziale che caratterizzava l'alveo dell'antico Lago di Bientina, oggi prosciugato. In particolare questa zona umida periodicamente inondata dalle piogge conserva un bosco di farnie (Quercus robur), ontani neri, pioppi, frangole, nel cui sottobosco si incontra il poco comune pallon di maggio; negli ambienti aperti sono presenti praterie di carici o stagni con rare idrofite come l'erba vescica, il morso di rana  ed altre. Sono qui presenti anche alcune specie minacciate a livello nazionale e regionale, come la mestolaccina, la sagittaria, l'orchidea palustre ed altre.


Visitabilità: libera, con accesso per entrambe dalla statale 439 Sarzanese-Valdera presso Molino del Rotone, poco dopo Cascine di Buti venendo da Bientina. La stazione di Pino Laricio si trova a monte della strada, nel comune di Buti (informazioni: Comune di Buti, piazza Danielli 5, tel. 0587.722511); il Bosco di Tanali si trova a valle, in comune di Bientina (informazioni: Comune di Bientina, Piazza Vittorio Emanuele II 53, tel. 0587.755501).